Assistenza penale — reperibile h24

Detenuto: dove lo portano dopo l'arresto

Avv. Massimo Romano · aggiornato al 09/08/2026

Dopo l'arresto la destinazione dipende dalla fase: camera di sicurezza nelle prime ore, istituto di custodia cautelare in attesa della convalida del GIP entro 96 ore, poi il carcere o una misura alternativa. Il luogo dipende dalla città e dalla struttura disponibile nel circondario.

Dove finisce chi viene arrestato: la risposta rapida

Quando arriva la telefonata «hanno arrestato [nome]», la domanda che segue sempre è: dove lo hanno portato?

La risposta dipende dalla fase e dalla città.

Immediato — camere di sicurezza della polizia, dei carabinieri o della guardia di finanza che ha proceduto all’arresto.

Dopo la convalida — se il GIP dispone la custodia cautelare in carcere, il detenuto viene assegnato alla casa circondariale competente per il circondario. Se il GIP concede i domiciliari o altra misura, torna a casa (o all’indirizzo indicato).

Eventuale trasferimento — nei giorni o settimane successive, il DAP può trasferire il detenuto in un altro istituto per motivi di sovraffollamento, sicurezza o esigenze processuali.

Le strutture in Italia: case circondariali principali

CittàIstitutoNote
RomaRegina Coeli · RebibbiaRebibbia ha sezione femminile
MilanoSan Vittore · OperaOpera è il carcere di pena
NapoliPoggioreale · Secondigliano
TorinoLe Vallette
BolognaDozza
FirenzeSollicciano
BariBari
PalermoPagliarelli · Ucciardone
CataniaBicocca
VeneziaSanta Maria MaggioreIsola, detenuti portati in barca
GenovaMarassi
BresciaCanton Mombello
VeronaMontorio
PadovaDue Palazzi
CagliariUta
Reggio CalabriaArghillà
MessinaGazzi
LecceBorgo San Nicola
SalernoFuorni
FoggiaFoggia
AnconaMontacuto
TriesteCoroneo
TrentoSpini di Gardolo
BolzanoBolzano

Per le città minori l’arrestato viene portato alla casa circondariale del capoluogo di provincia o alla struttura più vicina con posti disponibili.

Dove finisce chi viene arrestato in città italiane minori

Nord Italia — Busto Arsizio (CC Busto Arsizio), Como (CC Como), Varese (CC Varese), Novara (CC Novara), Lecco (CC Lecco), Piacenza (CC Piacenza), Parma (CC Parma), Reggio Emilia (CC Reggio Emilia), Modena (CC Modena S. Anna), Ravenna (CC Ravenna), Ferrara (CC Ferrara), Forlì (CC Forlì), Rimini (CC Rimini), La Spezia (CC Villa Andreino), Savona (CC Savona), Vigevano (CC Vigevano)

Centro Italia — Perugia (CC Capanne), Ancona (CC Montacuto), Terni (CC Vocabolo Sabbione), Frosinone (CC Frosinone), Latina (CC Latina), Rieti (CC Rieti), Viterbo (CC Mammagialla), Pescara (CC San Donato), Chieti (CC Chieti), L’Aquila (CC Costarelle), Livorno (CC Livorno), Pisa (CC Don Bosco), Lucca (CC Lucca), Pistoia (CC Pistoia), Arezzo (CC Arezzo), Grosseto (CC Grosseto), Siena (CC Santo Spirito — Radicondoli)

Sud e Isole — Caserta (CC Santa Maria Capua Vetere), Benevento (CC Benevento), Avellino (CC Bellizzi Irpino), Potenza (CC Potenza), Matera (CC Matera), Taranto (CC Taranto), Brindisi (CC Brindisi), Lecce (CC Borgo San Nicola), Cosenza (CC Cosenza), Lamezia Terme (CC Lamezia Terme), Crotone (CC Crotone), Catanzaro (CC Siano), Siracusa (CC Cavadonna), Ragusa (CC Ragusa), Agrigento (CC Agrigento — Porto Empedocle), Caltanissetta (CC Caltanissetta), Trapani (CC Trapani — Favignana), Marsala (CC Marsala), Gela (CC Gela), Sassari (CC Bancali), Olbia (CC Olbia)

Come trovare il carcere di detenzione nelle prime ore

Le strade più rapide:

  1. L’avvocato — ottiene l’informazione in pochi minuti attraverso i canali istituzionali. È la via più diretta.

  2. Numero verde DAP — il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha una linea per i familiari.

  3. Casa circondariale del capoluogo — in assenza di informazioni, chiamare direttamente la struttura del capoluogo di provincia dove è avvenuto l’arresto.

  4. Consolato (per gli arresti all’estero) — il consolato italiano nella città estera ha l’obbligo di assistere i cittadini detenuti all’estero e può fornire il nome della struttura.

Dove finisce un italiano arrestato all’estero

Svizzera — la detenzione cautelare si svolge nelle strutture cantonali: Zürich-Pöschwies (cantone di Zurigo), Champ-Dollon (Ginevra), La Stampa (Losanna — cantone di Vaud), Lenzburg (Argovia), Thorberg (Berna).

Germania — le Untersuchungshaftanstalt (UHA) principali: JVA Moabit (Berlino), JVA Stadelheim (Monaco), JVA Holstenglacis (Amburgo), JVA Diez (Francoforte), JVA Stuttgart-Stammheim (Stoccarda), JVA Düsseldorf (Düsseldorf).

Francia — le maisons d’arrêt principali: Fleury-Mérogis (Parigi), Les Baumettes (Marsiglia), Villepinte (regione parigina), Villefranche-sur-Saône (Lione), Saint-Maur (Tolosa), Nice Maison d’Arrêt (Nizza).

Spagna — i Centros Penitenciarios principali: Soto del Real (Madrid), Brians 2 (Barcellona), Picassent (Valencia), Sevilla I (Siviglia), Alhaurín de la Torre (Málaga).

Regno Unito — HMP Wandsworth e HMP Belmarsh (Londra), HMP Manchester (Strangeways), HMP Liverpool, HMP Birmingham.

Emirati Arabi — la detenzione a Dubai avviene nella Al Wathba Central Jail; ad Abu Dhabi nella Al Wathba Prison. Le condizioni e i regimi di accesso sono molto diversi da quelli europei.

I diritti nelle prime 24 ore di detenzione

Il detenuto ha diritti precisi che vanno esercitati subito, prima che il tempo lavori contro di lui.

Diritto al silenzio. Nessuna dichiarazione di merito va resa prima di aver parlato con l’avvocato. Le generalità si danno; il resto si tace.

Diritto all’avvocato. L’avvocato di fiducia ha accesso immediato al detenuto, senza limitazioni di orario e senza la presenza della polizia. Se non c’è un avvocato di fiducia, viene nominato un difensore d’ufficio — che però interviene solo all’udienza di convalida, non necessariamente prima.

Diritto all’interprete. Se il detenuto non parla italiano, ha diritto a un interprete durante tutti gli atti. L’assistenza dell’interprete è garantita a pena di inutilizzabilità delle dichiarazioni.

Diritto all’informazione. Il detenuto deve ricevere, in una lingua che comprende, le informazioni sui motivi dell’arresto e sui suoi diritti. Se l’informazione non è comprensibile, lo segnali subito all’avvocato.

Diritto ai colloqui familiari. I familiari stretti possono chiedere un colloquio; nella fase immediatamente successiva all’arresto il giudice può limitarlo per esigenze investigative, ma non eliminarlo del tutto.

La custodia cautelare: quanto può durare

La custodia cautelare in carcere non è la condanna: è una misura cautelare che può essere revocata o sostituita in qualsiasi momento se cambiano le circostanze.

I termini massimi di durata sono fissati dall’art. 303 c.p.p. e variano per fase e gravità del reato. In sintesi:

  • fase delle indagini preliminari: da 3 mesi a 1 anno secondo la pena edittale;
  • fase del giudizio di primo grado: termini analoghi per ciascuna fase;
  • termini complessivi: da 2 a 6 anni secondo la pena edittale massima.

Se i termini scadono senza che la fase si concluda, l’imputato deve essere scarcerato automaticamente — anche se non è stata ancora pronunciata la sentenza.

L’avvocato monitora i termini e, avvicinandosi alla scadenza, prepara i documenti per la scarcerazione o per una misura alternativa.

Quando il carcere è incompatibile con le condizioni di salute

Se le condizioni di salute del detenuto sono incompatibili con la detenzione, il giudice può:

  • sospendere l’esecuzione della pena (art. 147 c.p.);
  • sostituire la custodia cautelare in carcere con i domiciliari in una struttura sanitaria;
  • disporre il ricovero in un istituto di cura e custodia.

La valutazione è medica prima che giuridica: serve una perizia che documenti le condizioni e l’incompatibilità con il regime detentivo. L’avvocato può richiedere una perizia medico-legale e attivarla in tempi rapidi.

Il vitto e le condizioni di detenzione

Le famiglie chiedono spesso se possono portare cibo. La risposta dipende dall’istituto: alcune case circondariali lo consentono, altre no. In quasi tutti gli istituti è possibile depositare denaro sul conto del detenuto, che può usarlo per acquistare generi al sopravvitto interno. Il sopravvitto è la forma più comune per integrare il vitto dell’istituto. L’avvocato può fornire le istruzioni specifiche per ogni struttura al momento del primo contatto.

Cosa fare nell’immediato

Se un familiare è stato arrestato e non si sa dove si trova:

  1. Chiamate lo Studio Romano al +39 335 669 3954 — il numero funziona 24 ore su 24 per le urgenze. Individuiamo il luogo di detenzione in pochi minuti.

  2. Non chiamate la caserma o il commissariato dove si ritiene sia avvenuto l’arresto chiedendo informazioni sulla colpevolezza — le dichiarazioni dei familiari possono essere usate nel procedimento.

  3. Non mandate messaggi sui telefoni del detenuto — sono sequestrati e monitorati.

  4. Organizzate il primo colloquio attraverso l’avvocato: solo lui può accedere senza limitazioni e subito.

Per tutte le città italiane e straniere indicate in questa pagina, la prima consulenza telefonica è gratuita: +39 335 669 3954. Rispondiamo 24 ore su 24 per le situazioni di arresto. Nella chiamata iniziale è sufficiente indicare la città dove è avvenuto il fermo e il nome della persona detenuta: provvediamo noi a localizzare la struttura e a organizzare il primo colloquio nel più breve tempo possibile.

Per tutte le città italiane e straniere indicate in questa pagina, la prima consulenza telefonica è gratuita: +39 335 669 3954. Rispondiamo 24 ore su 24 per le situazioni di arresto. Nella chiamata iniziale è sufficiente indicare la città dove è avvenuto il fermo e il nome della persona detenuta: provvediamo noi a localizzare la struttura e a organizzare il primo colloquio nel più breve tempo possibile.

Domande frequenti

Dove va chi viene arrestato?

Immediatamente dopo l'arresto, nei locali di polizia o carabinieri (camera di sicurezza). Se viene convalidato l'arresto, in un istituto di custodia cautelare (carcere, case circondariali) in attesa del processo. Se il giudice concede una misura alternativa (domiciliari, obbligo di dimora), torna a casa.

Entro quando deve avvenire la convalida?

L'arrestato deve essere condotto davanti al GIP entro 48 ore dall'arresto; il giudice ha poi 48 ore ulteriori per la convalida. In totale, entro 96 ore dall'arresto il giudice si pronuncia. Se non lo fa, l'arrestato è liberato.

Il giudice deve sempre ordinare il carcere?

No. Il giudice sceglie la misura cautelare proporzionata alla gravità del reato e al pericolo concreto. Le alternative sono: domiciliari, divieto di dimora, obbligo di presentazione alla polizia, cauzione. Il carcere è l'ultima opzione.

Come si sa in quale carcere è detenuto un familiare?

Si può chiedere all'avvocato, che ottiene l'informazione immediatamente. In alternativa si può contattare il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) o la casa circondariale del capoluogo della provincia dove è avvenuto l'arresto. Dal 2022 esiste anche il portale www.giustizia.it per alcune informazioni.

Può essere trasferito in un altro carcere?

Sì. Il trasferimento è disposto dall'Amministrazione Penitenziaria per motivi di sicurezza, sovraffollamento, esigenze processuali o familiari. Il detenuto o i familiari possono chiedere il trasferimento vicino alla residenza per facilitare i colloqui.

Quando può avere i colloqui?

La regola generale è una volta a settimana per i familiari. Nei primi giorni dopo l'arresto il giudice può disporre il divieto di colloquio per esigenze investigative. L'avvocato ha sempre il diritto di colloquio riservato, senza restrizioni.

E all'estero: dove viene portato un italiano arrestato?

Dipende dal paese. In Svizzera nelle strutture cantonali; in Germania nella JVA (Justizvollzugsanstalt) del Land; in Francia in una maison d'arrêt; in Spagna in un Centro Penitenciario; nel Regno Unito in un remand prison. Per le città principali vedi le schede specifiche qui sotto.

Cosa può portare il familiare al primo colloquio?

Biancheria, indumenti (secondo le regole dell'istituto), libri, medicinali (con prescrizione). Non è consentito portare telefoni, denaro contante oltre certi limiti, oggetti non autorizzati. Le regole variano da istituto a istituto: è utile telefonare prima.

Il detenuto può lavorare?

Sì. I detenuti possono svolgere lavoro all'interno dell'istituto (cucina, pulizie, falegnameria) o, se ammessi al regime aperto, lavoro esterno. Il lavoro riduce la pena e incide favorevolmente sulla valutazione ai fini delle misure alternative.

Come si chiede la scarcerazione?

L'avvocato può chiedere in qualsiasi momento la revoca o la sostituzione della misura cautelare con una più lieve. Può anche proporre riesame al Tribunale del riesame entro 10 giorni dall'ordinanza, o ricorso per cassazione. Se sono cambiate le circostanze, la richiesta di revoca può essere riproposta.

Il detenuto ha diritto a cure mediche?

Sì. Il detenuto ha diritto alle stesse cure mediche garantite a chi è libero. Se le condizioni di salute sono incompatibili con la detenzione, il giudice può sospendere l'esecuzione. L'avvocato può chiedere una perizia medica e attivare la procedura.

Cosa fa l'avvocato nelle prime ore?

L'avvocato: individua dove è detenuto il cliente, ottiene il permesso di colloquio immediato, valuta la fondatezza dell'arresto, prepara la difesa per l'udienza di convalida e prospetta al giudice eventuali misure alternative. Il primo colloquio è il momento in cui si costruisce la strategia.

Guide correlate

Avv. Massimo Romano — penalista cassazionista, Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23 ottobre 2015.