Assistenza penale — reperibile h24

Difesa nei reati contro la persona

Avv. Massimo Romano · Ordine di Napoli n. 14553

La procedibilità viene prima del merito

In questa materia la riforma del 2022 ha spostato molte fattispecie dalla procedibilità d’ufficio a quella a querela. Ne discende che la prima verifica non riguarda il fatto, ma se il procedimento potesse iniziare.

Va accertato: se la querela sia stata proposta, entro quale termine, da chi, e se ricorrano le ipotesi che restano d’ufficio — aggravanti determinate, persona offesa incapace, altre condizioni previste.

E va accertato anche il contrario, perché è la trappola più comune: la volontà punitiva non richiede formule particolari e può essere desunta anche da atti che non la contengono espressamente, compresa la costituzione di parte civile non revocata.

Le materie

Lesioni personali — dove la durata della malattia determina il grado, la procedibilità e, secondo un orientamento rimesso alle Sezioni Unite, anche il giudice competente.

Percosse, minacce, rissa — dove il confine fra le fattispecie e la qualificazione della condotta decidono la cornice edittale.

Maltrattamenti e violenza domestica — dove la procedura ha regole proprie, tempi accelerati e misure che possono essere applicate rapidamente.

Atti persecutori — dove l’accertamento riguarda la reiterazione e l’evento, e dove l’ammonimento del questore precede spesso il procedimento penale.

Diffusione illecita di immagini, ingiuria e diffamazione, reati contro l’onore e la riservatezza.

Discriminazione, odio, tortura — materie in cui la qualificazione giuridica è essa stessa il terreno principale.

Il momento in cui si interviene

Prima della querela, quando il conflitto è ancora gestibile: è la fase in cui il lavoro produce più risultato e costa meno.

Dopo la querela, per verificare procedibilità, termini e legittimazione prima di ogni discussione sul fatto.

Nella fase cautelare, quando siano applicate misure — allontanamento, divieto di avvicinamento, altre limitazioni.

Nel merito, con la ricostruzione documentale e testimoniale.

Le condotte riparatorie e la remissione

Quando il fatto è procedibile a querela si aprono due strade distinte.

La remissione presuppone il consenso della persona offesa. Le condotte riparatorie ai sensi dell’art. 162-ter operano anche senza quel consenso, purché il risarcimento sia integrale e tempestivo, ed è il giudice a dichiarare l’estinzione.

Entrambe presuppongono però che il fatto sia procedibile a querela. Nelle ipotesi rimaste d’ufficio non producono estinzione: incidono sulle attenuanti, che è cosa diversa — e prometterle in quei casi è un errore che si paga in udienza.

Che cosa faccio

Verifico la procedibilità e i termini, prima di tutto il resto.

Esamino la contestazione: quale fattispecie, quali aggravanti, e se la qualificazione regga.

Ricostruisco i fatti con documenti: messaggi, corrispondenza, referti, testimonianze, dati che collochino le condotte nel tempo.

Affronto la fase cautelare, quando siano state applicate misure.

Valuto le vie estintive, quando praticabili e quando convengono.

Assisto nel giudizio e nelle impugnazioni.

Che cosa serve portare

  • gli atti ricevuti, con le buste di notifica;
  • messaggi e corrispondenza integrali, non selezionati: i frammenti danneggiano;
  • referti e documentazione sanitaria, propria o della persona offesa se disponibile;
  • nominativi di persone che possono riferire sui fatti;
  • documentazione dei rapporti pregressi fra le parti.

L’integralità del materiale conta più della sua favorevolezza: le lacune si notano, e vengono lette contro chi le ha create.

Come si svolge l’incarico

Primo contatto gratuito e coperto dal segreto professionale.

Incarico scritto, compenso secondo i criteri del D.M. 55/2014 e successive modificazioni.

Nessuna previsione sull’esito prima dell’esame degli atti.

Quando non assumo l’incarico

  • quando è richiesta un’attività diretta a incidere su persone informate sui fatti o sulla persona offesa;
  • quando si chiede di rappresentare una versione non corrispondente ai fatti;
  • quando la posizione confligge con quella di un assistito già seguito.

Dove

Sedi con ricevimento a Napoli, Roma e Milano; nel resto d’Italia per domiciliazione.

Le guide su questa materia