Si può fare causa penale per un'infezione ospedaliera?
Risposta breve
Sì. L’infezione ospedaliera (ICA) può fondare un procedimento penale per lesioni colpose (art. 590 c.p.) o omicidio colposo (art. 589 c.p.) a carico del personale sanitario e dei dirigenti della struttura, se viene dimostrato che i protocolli di prevenzione non erano stati adottati o applicati.
Il punto cruciale: chi deve provare cosa
La Cassazione ha stabilito che spetta alla struttura sanitaria dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per prevenire l’infezione. La vittima (o i familiari) non deve provare il meccanismo specifico del contagio — è sufficiente che l’infezione si sia manifestata durante il ricovero e che la struttura non dimostri di aver rispettato i protocolli.
Cosa fare nelle prime settimane
- Richiedere la cartella clinica completa (diritto del paziente o dei familiari);
- Acquisire i dati microbiologici: identificazione del patogeno, antibiogramma, data del primo tampone positivo;
- Verificare i protocolli della struttura: il piano di controllo delle ICA deve essere documentato e aggiornato;
- Consultare un medico legale per valutare il nesso causale;
- Presentare l’esposto alla Procura entro i termini di prescrizione (10 anni per l’omicidio colposo; 5 per le lesioni gravi).
Chi è responsabile
Non solo il medico curante: la responsabilità si distribuisce tra il direttore sanitario (che deve organizzare i protocolli), il dirigente di reparto (che li deve applicare) e l’azienda ospedaliera (in sede civile e ex 231).