Lesioni colpose sul lavoro: quando scatta la pena più alta?
Risposta breve
L’aggravante per violazione delle norme antinfortunistiche, nell’art. 590, porta la pena per le lesioni gravi a reclusione da tre mesi a un anno (o multa), e per le lesioni gravissime a reclusione da uno a tre anni. Richiede il nesso causale tra la violazione delle norme di sicurezza e l’evento lesivo: non basta che ci sia stata una violazione, deve essere quella violazione a produrre quel tipo di lesione.
Le lesioni gravi e gravissime
Le lesioni sono gravi se producono: malattia superiore a 40 giorni; incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per più di 40 giorni; pericolo di vita; indebolimento permanente di un organo o senso.
Sono gravissime se producono: malattia insanabile; perdita di un senso; perdita di un arto o sua inabilità permanente; perdita della capacità di procreare; deformazione permanente del viso.
La durata della malattia è l’elemento più comune — e si accerta sui certificati medici, non sulla parola del lavoratore.
L’aggravante si applica anche ai terzi
Se nei luoghi di lavoro si trovano macchine prive dei presidi antinfortunistici e un terzo (non un lavoratore) subisce lesioni, l’aggravante opera lo stesso: basta il nesso causale tra la violazione e il danno, secondo gli artt. 40 e 41 c.p.
Procedibilità
Le lesioni colpose gravi e gravissime con aggravante antinfortunistica sono procedibili d’ufficio. Senza aggravante, le lesioni colpose semplici sono a querela.