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Lesioni colpose sul lavoro: quando scatta la pena più alta?

Avv. Massimo Romano · aggiornato al 09/08/2026

Risposta breve

L’aggravante per violazione delle norme antinfortunistiche, nell’art. 590, porta la pena per le lesioni gravi a reclusione da tre mesi a un anno (o multa), e per le lesioni gravissime a reclusione da uno a tre anni. Richiede il nesso causale tra la violazione delle norme di sicurezza e l’evento lesivo: non basta che ci sia stata una violazione, deve essere quella violazione a produrre quel tipo di lesione.

Le lesioni gravi e gravissime

Le lesioni sono gravi se producono: malattia superiore a 40 giorni; incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per più di 40 giorni; pericolo di vita; indebolimento permanente di un organo o senso.

Sono gravissime se producono: malattia insanabile; perdita di un senso; perdita di un arto o sua inabilità permanente; perdita della capacità di procreare; deformazione permanente del viso.

La durata della malattia è l’elemento più comune — e si accerta sui certificati medici, non sulla parola del lavoratore.

L’aggravante si applica anche ai terzi

Se nei luoghi di lavoro si trovano macchine prive dei presidi antinfortunistici e un terzo (non un lavoratore) subisce lesioni, l’aggravante opera lo stesso: basta il nesso causale tra la violazione e il danno, secondo gli artt. 40 e 41 c.p.

Procedibilità

Le lesioni colpose gravi e gravissime con aggravante antinfortunistica sono procedibili d’ufficio. Senza aggravante, le lesioni colpose semplici sono a querela.

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Avv. Massimo Romano — penalista cassazionista, Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23 ottobre 2015.