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Come viene scoperto il wash trading su criptovalute?

Avv. Massimo Romano · aggiornato al 14/08/2026

Risposta breve

Le forze dell’ordine usano strumenti di blockchain analytics (Chainalysis, Crystal Blockchain, Elliptic) che analizzano i pattern on-chain e raggruppano gli indirizzi in cluster probabilmente controllati dalla stessa persona. Se gli stessi cluster risultano su entrambi i lati di transazioni ripetute, si deduce il wash trading.

Il metodo di clustering

Il clustering euristico associa indirizzi che hanno partecipato alle stesse transazioni (co-spending heuristic) o che presentano pattern comportamentali simili. Non è infallibile: due indirizzi associati da Chainalysis possono appartenere a persone diverse che hanno condiviso un exchange o una piattaforma.

Cosa può contestare la difesa

  1. La metodologia di clustering: l’associazione degli indirizzi è probabilistica, non certa. Richiedere i dettagli tecnici dell’analisi e commissiona una contro-perizia.
  2. L’attribuzione all’imputato: un indirizzo blockchain non è un nome. L’identificazione della persona fisica richiede ulteriori atti d’indagine (ordini di esibizione agli exchange, KYC, analisi IP). Contestare ogni passaggio di questa catena.
  3. Il dolo: il wash trading richiede l’intenzione di manipolare. Un trader che opera su più wallet personali non commette necessariamente wash trading se le operazioni riflettevano intenzioni genuine di gestione del portafoglio.
  4. Il mercato rilevante: su DEX molto illiquidi, anche volumi modesti possono sembrare manipolazione. La contestazione riguarda l’idoneità concreta ad alterare il prezzo.

Avv. Massimo Romano — penalista cassazionista, Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23 ottobre 2015.