Come viene scoperto il wash trading su criptovalute?
Risposta breve
Le forze dell’ordine usano strumenti di blockchain analytics (Chainalysis, Crystal Blockchain, Elliptic) che analizzano i pattern on-chain e raggruppano gli indirizzi in cluster probabilmente controllati dalla stessa persona. Se gli stessi cluster risultano su entrambi i lati di transazioni ripetute, si deduce il wash trading.
Il metodo di clustering
Il clustering euristico associa indirizzi che hanno partecipato alle stesse transazioni (co-spending heuristic) o che presentano pattern comportamentali simili. Non è infallibile: due indirizzi associati da Chainalysis possono appartenere a persone diverse che hanno condiviso un exchange o una piattaforma.
Cosa può contestare la difesa
- La metodologia di clustering: l’associazione degli indirizzi è probabilistica, non certa. Richiedere i dettagli tecnici dell’analisi e commissiona una contro-perizia.
- L’attribuzione all’imputato: un indirizzo blockchain non è un nome. L’identificazione della persona fisica richiede ulteriori atti d’indagine (ordini di esibizione agli exchange, KYC, analisi IP). Contestare ogni passaggio di questa catena.
- Il dolo: il wash trading richiede l’intenzione di manipolare. Un trader che opera su più wallet personali non commette necessariamente wash trading se le operazioni riflettevano intenzioni genuine di gestione del portafoglio.
- Il mercato rilevante: su DEX molto illiquidi, anche volumi modesti possono sembrare manipolazione. La contestazione riguarda l’idoneità concreta ad alterare il prezzo.