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Proteggere i beni dal fisco: cosa è lecito?

Avv. Massimo Romano · aggiornato al 14/08/2026

Risposta breve

La distinzione fondamentale è temporale: gli atti di pianificazione patrimoniale compiuti prima che sorga il debito tributario sono leciti (fondi patrimoniali, polizze, trust genuini). Quelli compiuti dopo la notifica di un accertamento, con lo scopo di rendere irrecuperabile il debito, integrano la sottrazione fraudolenta ex art. 11 d.lgs. 74/2000.

Atti leciti

  • Fondo patrimoniale: lecito se costituito per proteggere i bisogni della famiglia da rischi d’impresa generici, e se costituito prima delle irregolarità fiscali. La giurisprudenza guarda alla cronologia.
  • Polizza vita: i proventi di polizze vita non rientrano nell’asse ereditario e sono in parte protetti dall’azione esecutiva. Lecita se non finalizzata a frodare il fisco.
  • Trust genuino: con effettivo e irreversibile trasferimento al trustee indipendente. Il trust in cui il disponente mantiene il controllo è fittizio.
  • Intestazione a società: lecita se la società è operativa e l’intestazione riflette una struttura economica reale.

Il test della cronologia

Il giudice guarda sempre a quando è stato compiuto l’atto rispetto al sorgere del debito. Un fondo patrimoniale costituito il giorno dopo la notifica di un accertamento da 500.000 euro è quasi impossibile da difendere.

Cosa fare se si ha un debito tributario

  1. Non muovere i beni senza consultare prima l’avvocato;
  2. Non fare donazioni a familiari o terzi;
  3. Non costituire fondi o trust in fretta;
  4. Valutare la rateizzazione o il concordato con l’Agenzia delle Entrate — riduce il debito e riduce il rischio penale.

Avv. Massimo Romano — penalista cassazionista, Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23 ottobre 2015.