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Reato Di Violenza Percosse, Avvocato penalista Roma

Avv. Massimo Romano · aggiornato al 24/01/2018

Su questo tema lo Studio Romano offre assistenza penale specializzata. La materia riguarda Reato Di Violenza Percosse, Avvocato penalista Roma. Il team è disponibile h24 per una valutazione immediata del suo caso al numero +39 335 669 3954. La prima consulenza è gratuita e riservata.

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Il  reato  di  percosse  è  considerato  dalla  legge  un  crimine  penale  e  di  conseguenza  è  previsto  nel  articolo  581  del  codice  penale.  Secondo  questo  articolo  viene  accusato  del  reato  di  percosse  qualunque  persona  che  percuote  un  altra.   Se  da  tali  percosse  poi  alla  vittima  non  derivano  malattie  nel  corpo  o  nella  mente,  il  soggetto  viene  punito  con  la  reclusione  fino  a  sei  mesi  o  con   una  multa fino  ad  un  massimo  di  309  euro.

Questo  solo  nel  caso  la  persona  offesa  abbia  presentato  una  querela.  Nel  caso  poi  le  percosse  dovessero  rappresentare  un  aggravante  per  un  altro  tipo  di  delitto,  la  legge  non  le  considera  come  un  reato  apparte.  In  linea  di  massima  il  codice  penale  italiano  fa  rientrare  il  reato  di  percosse  nella  sfera  dei  delitti  contro  la  persona.

Quali  sono  i  soggetti  attivi  e  i  soggetti  passivi  che  comprendono  i  reati  di percosse

Come  in  molti  altri  reati  anche  quando  si  parla  del  reato  di  percosse  possiamo  parlare  del  soggetto  attivo  e  quello  passivo.  In  casi  del  genere  il  soggetto  attivo  del  crimine  può  essere  qualunque  persona  in  quanto  qualsiasi  persona  è  potenzialmente  in  grado  di  usare  violenza  contro  un  altro  individuo.  Il  crimine  viene  considerato  consumato  nel  momento  stesso  in  cui  vengono  consumate  le  percosse  contro  la  vittima.  avvocato estradizione italia

L’altra  faccia  della  medalia  invece  riguarda  il  soggetto  passivo  che  è  per  forza  di  cose  un  essere  vivente  che  subisce  tali  violenze.   Nel  caso  poi  che  queste  violenze  dovessero  riguardare  un  essere  privo  di  vita,  si  aprirebbe  un  altro  scenario.  Quello  del  ipotesi  di  vilipendio  di  cadavere.  

In  che  modo  si  configura  il  reato  di  percosse

La  legge  dice  che  chiunque  percuote  un  altro  individuo  può  essere  accusato  di  reato  di  percosse.  Però  più  concretamente  in  che  modo  si  configura  tale  crimine?   Giuridicamente   parlando  rietrano  nel  reato  di  percosse  diversi   atti  di  violenza  che  possono  essere  usati  contro  un  altro  soggetto.    Ad  esempio  gli  schiaffi  possono  essere  considerati   come  percosse.

Oppure  possono  essere   integrati  nelle  percosse  anche  altri  gesti  violenti  come  lo  strattonamento  per   un  braccio,  il  battere  di una  persona,  colpire,  picchiare,  mani  intorno  al  collo   e  tutto  quello  che  comprende  violenza  o  manomissione  dell’altrui  persona  fisica.   Tutto  questo  può  configurare  un  reato  di  percosse.  Se  a  causa  di  questi  gesti  violenti  poi  alla  vittima  dovessero  derivare  malattie  fisiche  o  mentali,  la  situazione  cambia  in  peggio  perche  a  quel  punto  non  si parla  più  del  reato  di  percosse,  ma  del  reato  di  lesioni.

In  che  modo  si  relaziona  il  reato  di  percosse  con  gli  altri  crimini  penali

Per  la  legge  italiana  il  reato  di  percosse  viene  differenziato  dal  reato  di  lesione  personale.  Tutti  e  due  questi  crimini  riguardano  la  violenza  contro  un  altra  persona,  ma  con  una  differenza  molto  importante.  Quando  parliamo  di  reato  di  percosse  la  violenza  usata  contro  la  vittima anche  se  può  essere  molto  spiacevole,  riporta  solo  del  dolore  fisico  senza  nessun  altra  conseguenza  permanente.

Mentre   nel  caso  del  reato  di  lesioni  personali  tali  atti  violenti  riportano  alla  vittima  delle  malattie  fisiche  o  mentali  più  o  meno  importanti  che   possono  durare  nel  tempo  e  nel  peggiore  dei  casi  anche  tutta  la  vita.  Analizzando   questo  tipo  di  reato  in  relazione  con  altri  delitti  ci  sono  casi  in  cui  tale  crimine  viene  assorbito  da  altri  delitti  di  natura  più  grave.  In  questi  crimini  la  violenza  usata  non  viene  considerata  un  reato  in   sè  e  per  sè,  ma  come  circostanza  aggravante.  

Quando  si  parla  del  reato  di  percosse  quale  viene  considerato  il  bene  giuridico

Quando  si  parla  di  delitti  che  comprendono  degli  atti  violenti  in  modo  spontaneo  ci  si  chiede  in  questi  casi  la  legge  cosa  mira  a  proteggere?    Dal  punto  di  vista  giuridico  il  bene  che  viene  tutelato  nel  delitto  di  percosse  o  anche  altri  delitti  che  conprendono  violenza  fisica  o  mentale,  è   l’incolumità  del  individuo  e  quindi  l’integrità  fisica  della  persona  contro  qualsiasi  tipo  di  aggressione.  Quindi  in  queste  situazioni  la  legge  ha  come  scopo  principale  quello  di  tutelare  la  salute  come  diritto  fondamentale  della  persona  umana  e  interesse  di  tutta  la  società.

In  linea  di  massima  la  protezione  del  corpo  umano  è  lo  scopo  principale  per  l’ordinamento  giuridico  penale.   In  questo  tipo  di  reato  la  consapevolezza  di  usare  violenza  contro  un  altro  individuo  fa  parte  del  elemento  psicologico  del  soggetto.  Di  conseguenza  il  codice  penale  non  prevede  il  delitto  colposo  di  percosse.   Ad  ogni  modo  per  fare  il  modo  che  una  persona  possa  essere  processata  per  questo  tipo  di  reato,  la  vittima  deve  senz’altro  presentare  una  querela .

La  querela  non  è  altro  che  un  atto  in  cui   la  persona  offesa  esprime  la  sua  precisa  volontà  che  si  prosegua  penalmente  contro  gli  atti  di  violenza  di  cui  è  vittima.  Solo  dopo  questa  richiesta  la  legge  può  procedere  penalmente  contro  il  soggetto  accusato  ed  eventualmente  condannarlo.

Note operative per questo tipo di procedimento

I procedimenti che coinvolgono questa materia richiedono una tempistica difensiva precisa. Le prime 72 ore sono spesso decisive: si fissano le misure cautelari, si sceglie se avvalersi del silenzio o rendere dichiarazioni, si nominano i consulenti tecnici per gli accertamenti irripetibili.

Le questioni di competenza e di giurisdizione — particolarmente rilevanti nei procedimenti con elementi internazionali — vanno eccepite nelle primissime fasi, altrimenti si decade dal diritto a sollevarle.

La scelta del rito (abbreviato, patteggiamento, rito ordinario) incide significativamente sulla pena finale. Non tutte le imputazioni ammettono tutti i riti, e alcune scelte sono irrevocabili.

Contatti immediati: tel. +39 335 669 3954 — Studio Romano, Roma

Lo Studio Romano ha maturato una lunga esperienza in questo tipo di procedimenti. La difesa penale efficace richiede una valutazione immediata della posizione processuale, la scelta tempestiva della strategia e una presenza costante in tutte le fasi del giudizio.

I procedimenti penali hanno tempistiche rigide: i termini per le impugnazioni, le scadenze per le richieste di misure alternative, i termini per le eccezioni processuali. Perderli significa rinunciare a strumenti difensivi che non tornano.

La disponibilità h24 dello Studio Romano — tel. +39 335 669 3954 — garantisce che nessun termine venga perso per mancanza di assistenza. La prima consulenza è gratuita.

Nelle fasi cruciali del procedimento il difensore deve essere presente: alla convalida dell’arresto, all’interrogatorio di garanzia, all’udienza preliminare, alla discussione in dibattimento. Ogni udienza è un’occasione per far valere argomenti che altrimenti non verrebbero ascoltati.

La strategia difensiva si adatta all’evoluzione del procedimento: quello che si costruisce in fase di indagini orienta il dibattimento; quello che si costruisce in primo grado orienta l’appello. Non c’è una fase in cui la difesa è irrilevante.

La scelta del rito processuale è una delle decisioni più importanti che il difensore prende insieme all’assistito. Il rito abbreviato garantisce uno sconto di pena di un terzo in caso di condanna, ma vincola la difesa al solo materiale delle indagini. Il patteggiamento chiude il procedimento rapidamente ma fissa la condanna. Il rito ordinario con dibattimento è più lungo ma offre più strumenti. La scelta va fatta con cognizione di causa, analizzando il materiale del fascicolo del PM prima di decidere.

La custodia cautelare è un terreno dove le prime mosse sono decisive. Il riesame va presentato entro dieci giorni e, se si perde questo termine, la misura resta fino alla sentenza. La memoria al Tribunale del Riesame deve contenere tutto — fumus, periculum, proporzionalità — perché raramente c’è una seconda occasione.

Studio Legale Romano · Via Avicenna 97, 00146 Roma · +39 335 669 3954 · h24

Lo studio è disponibile per consulenze telefoniche gratuite al numero +39 335 669 3954, anche fuori orario. La valutazione immediata del caso permette di identificare i termini processuali in scadenza e le strategie difensive disponibili. Intervenire tempestivamente nella prima fase del procedimento è sempre più efficace che cercare di rimediare a errori già commessi nelle fasi successive.

Lo studio è disponibile per consulenze telefoniche gratuite al numero +39 335 669 3954, anche fuori orario. La valutazione immediata del caso permette di identificare i termini processuali in scadenza e le strategie difensive disponibili. Intervenire tempestivamente nella prima fase del procedimento è sempre più efficace che cercare di rimediare a errori già commessi nelle fasi successive.

Domande frequenti

Come posso essere assistito per questo caso?

Contatti lo Studio Romano al tel. +39 335 669 3954 per una valutazione immediata del suo caso.

Quando devo contattare un avvocato penalista?

Immediatamente, prima di qualsiasi dichiarazione alle forze dell'ordine. Nelle prime ore si fissano elementi che condizionano l'intero procedimento. Lo Studio Romano è reperibile h24 al +39 335 669 3954.

Lo studio è disponibile in tutta Italia?

Sì. Lo Studio Romano assiste clienti in tutta Italia e all'estero, con presenza a Roma e Napoli e trasferte nelle principali città. Le udienze fuori sede sono gestite dal team dello studio.

Qual è la prima cosa da fare dopo un arresto o una denuncia?

Non rendere dichiarazioni spontanee e contattare subito un avvocato penalista. Il diritto al silenzio è tutelato dalla Costituzione e non va mai rinunciato prima di aver parlato con il difensore.

Come si svolge la prima consulenza?

La prima consulenza telefonica è gratuita e riservata. Il caso viene valutato nelle sue linee principali per individuare i profili di rischio e la strategia difensiva più opportuna. Poi, se si procede, viene concordato un incarico scritto.

Come vengono calcolati i compensi?

In base al D.M. 55/2014 sulle tariffe forensi, con preventivo scritto obbligatorio prima dell'incarico. Chi rientra nei limiti di reddito può accedere al patrocinio a spese dello Stato (D.P.R. 115/2002).

Lo studio lavora anche su casi internazionali?

Sì. Lo Studio Romano ha esperienza in mandati di arresto europeo (MAE), estradizioni, procedimenti all'estero per italiani e assistenza a cittadini stranieri in Italia. La rete di professionisti partner copre i principali paesi europei.

È possibile ottenere misure alternative alla detenzione?

Dipende dal tipo di reato e dalla situazione personale. In molti casi è possibile ottenere arresti domiciliari, detenzione domiciliare, affidamento in prova o altre misure. L'avvocato valuta le condizioni e presenta la domanda al Tribunale o al Magistrato di Sorveglianza.

Avv. Massimo Romano — penalista cassazionista, Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23 ottobre 2015.