Assistenza penale — reperibile h24

Pagare il riscatto del ransomware è reato?

Avv. Massimo Romano · aggiornato al 14/08/2026

Risposta breve

In linea generale no — la vittima che paga non commette il reato di estorsione. Ma emergono rischi specifici: favoreggiamento (artt. 378-379) se il pagamento aiuta i responsabili a eludere le indagini; riciclaggio (art. 648-bis) se il pagamento avviene attraverso canali che ostacolano la tracciabilità.

Il DDL 1441/2025 — ancora in iter parlamentare — introduce il divieto di pagamento per i soggetti nel Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica (PSNC). La violazione del divieto comporta sanzione amministrativa e potenzialmente la contestazione penale.

Il rischio di favoreggiamento

Il pagamento tramite intermediario che negozia con i criminali può configurare il concorso in estorsione se l’intermediario partecipa alla trattativa non solo nell’interesse della vittima ma anche facilitando i responsabili. Il confine è sottile e va valutato caso per caso.

Come ridurre i rischi prima di pagare

  1. Consultare l’avvocato penalista prima di qualsiasi pagamento o trattativa;
  2. Non cancellare le prove — i log, i file cifrati, le comunicazioni degli attaccanti;
  3. Notificare l’ACN entro 24 ore se soggetti agli obblighi della l. 90/2024;
  4. Documentare tutto il processo decisionale (riunioni, delibere, consulenze);
  5. Valutare la denuncia — non denuncia non equivale a sicurezza, anzi può complicare la posizione se le indagini vengono avviate d’ufficio.

Avv. Massimo Romano — penalista cassazionista, Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23 ottobre 2015.