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Uso di pesticidi vietati: chi risponde penalmente?

Avv. Massimo Romano · aggiornato al 14/08/2026

Risposta breve

Risponde principalmente chi ha eseguito o ordinato l’uso — l’agricoltore, il responsabile agronomico, il datore di lavoro nel settore agricolo. Se la compromissione del suolo o delle acque è significativa e misurabile, si applica l’art. 452-bis c.p. (inquinamento ambientale, pena 2-6 anni). Se la compromissione è irreversibile, si sale all’art. 452-quater (disastro ambientale).

La soglia: “significativa e misurabile”

Non ogni superamento dei limiti tabellari integra il reato. La compromissione deve essere:

  • significativa: non marginale, non transitoria;
  • misurabile: con metodologie certificate (campionamenti ARPA);
  • causata dalla condotta contestata (nesso causale).

Se i valori superano le soglie ma l’ecosistema non mostra effetti concreti (suolo comunque coltivabile, acque non compromesse per uso umano), l’argomento difensivo sul grado di compromissione è percorribile.

Il consulente tecnico: quando va richiesto subito

Se ci sono stati campionamenti ARPA, il perito di parte deve essere nominato prima possibile — idealmente durante i campionamenti stessi. La contestazione ex post della metodologia è più difficile senza essere stati presenti al prelievo.

Prescrizioni e ravvedimento operoso

Per i reati ambientali contravvenzionali esiste la procedura di prescrizioni (artt. 318-bis ss. d.lgs. 152/2006): se l’organo di vigilanza imparte prescrizioni e l’imputato adempie, il reato si estingue. Per i delitti (452-bis) non è applicabile questa procedura, ma le condotte riparatorie ex art. 452-decies permettono una riduzione della pena fino a due terzi.

Avv. Massimo Romano — penalista cassazionista, Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23 ottobre 2015.