La prevedibilità è astratta o concreta?
Risposta
La questione ha percorso l’intera storia dell’istituto. Per la prevedibilità astratta — il reato non voluto deve appartenere a quelli che si prospettano come sviluppo naturale di quello voluto — si erano orientate la giurisprudenza più risalente e la stessa pronuncia del 1965. Prevale oggi la prevedibilità in concreto: occorre tenere conto di tutte le circostanze della singola vicenda, attraverso un raffronto fra lo specifico piano d’azione dei concorrenti e le modalità concrete di svolgimento del fatto.
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