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La legittima difesa funziona davvero?

Avv. Massimo Romano · aggiornato al 14/08/2026

Risposta

Sì, ma solo se ne ricorrono tutti gli elementi. L’art. 52 c.p. richiede tre condizioni cumulative: il pericolo deve essere attuale e reale; la reazione deve essere necessaria (non c’era altro modo di difendersi); e deve esserci proporzione tra la difesa e l’offesa.

La riforma del 2019 ha introdotto l’art. 52 comma 3: chi reagisce di notte in casa propria o in un luogo di lavoro è in stato di legittima difesa, e si presume che la proporzione sussista. Ma la Cassazione ha poi precisato che la presunzione di proporzionalità non è assoluta: se la difesa è manifestamente sproporzionata, la scriminante non opera.

I casi in cui non funziona: se il pericolo era solo temuto ma non attuale; se era possibile allontanarsi; se la reazione era sproporzionata rispetto all’aggressione. In questi casi si può configurare l’eccesso colposo (art. 55 c.p.) con riduzione della pena, ma non l’esonero.

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Avv. Massimo Romano — penalista cassazionista, Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23 ottobre 2015.