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Un messaggio in un gruppo WhatsApp è diffamazione aggravata?

Avv. Massimo Romano · aggiornato al 09/08/2026

Risposta breve

No, salvo eccezioni. La Cassazione (sent. 42783/2024) ha stabilito che l’invio di messaggi diffamatori in una chat di gruppo chiusa non configura l’aggravante del «mezzo di pubblicità» perché le comunicazioni sono riservate ai membri e non destinate a un pubblico indeterminato. Integra però il reato semplice di diffamazione se il gruppo ha più di due partecipanti.

La regola: canale chiuso vs. bacheca pubblica

Il discrimine è la disponibilità indiscriminata del contenuto:

  • Bacheca Facebook pubblica: aggravata. Accessibile a chiunque.
  • Gruppo WhatsApp chiuso: non aggravata (Cass. 42783/2024). Riservata ai partecipanti.
  • Chat di classe scolastica: non aggravata se chiusa, ma può integrare il reato semplice se i partecipanti sono più di due (Cass. 39414/2025).
  • Post pubblico su TikTok o diretta: aggravata. Platea indeterminata.

La distinzione con l’ingiuria

La diffamazione richiede che la vittima sia assente e la comunicazione avvenga con più persone. Se il messaggio è inviato direttamente alla vittima in privato, è ingiuria — illecito civile dal 2016, non reato. La chat di gruppo è diffamazione (non ingiuria) perché anche se la vittima può leggere il messaggio, non può replicare in modo contestuale ai terzi che lo leggono.

Cosa verificare nella difesa

  1. Il gruppo era chiuso o aperto?
  2. Chi erano i partecipanti e quanti?
  3. Il messaggio era diretto alla vittima o ai terzi?
  4. Il contenuto rientra nel diritto di critica, con veridicità e continenza?

Avv. Massimo Romano — penalista cassazionista, Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23 ottobre 2015.