Arresto per spaccio: cosa fare subito

Dopo un arresto per spaccio la prima verifica riguarda la qualificazione: se il fatto e' di lieve entita' l'arresto obbligatorio non era dovuto, e va detto in convalida.

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▶ Risposta diretta

Se il fatto è di lieve entità, l'arresto obbligatorio non era dovuto. Il codice di procedura penale impone alla polizia giudiziaria di arrestare in flagranza per i delitti dell'art. 73 del D.P.R. 309/1990, ma esclude espressamente l'ipotesi del comma 5, quella di lieve entità, per la quale l'arresto è soltanto facoltativo e presuppone una valutazione sulla gravità del fatto e sulla pericolosità della persona. È la prima cosa da dire in udienza di convalida, e va detta lì: al processo è tardi.

Dalla stessa qualificazione dipende tutto il resto. Il comma 5 è un reato autonomo punito da sei mesi a quattro anni: cambiano le misure cautelari applicabili, i termini di prescrizione, i riti accessibili. Chi arriva in convalida senza aver letto il verbale di sequestro e senza aver impostato la questione della qualificazione perde l'occasione in cui vale di più.

I tempi sono quelli dell'arresto in flagranza: 24 ore alla polizia giudiziaria per mettere l'arrestato a disposizione del pubblico ministero, 48 ore a quest'ultimo per chiedere la convalida, 48 ore al giudice per decidere. Superati, l'arresto perde efficacia.

E in convalida si decidono due cose distinte: se l'arresto fosse legittimo, e se applicare una misura cautelare. Si può ottenere la non convalida e restare dentro, oppure essere convalidati e uscire. La difesa deve presidiare entrambi i fronti nella stessa udienza.

Avv. Massimo RomanoAvvocato penalista cassazionista

Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553 · Albo Speciale per il patrocinio davanti alla Corte di cassazione (CNF) dal 23 ottobre 2015 · tessera AA039620

· verifica sull'Albo Nazionale

⚡ In sintesi

  • Per il comma 5 (lieve entità) l'arresto obbligatorio è escluso: è solo facoltativo.
  • La qualificazione va posta in convalida, non rinviata al giudizio.
  • Termini: 24 + 48 + 48 ore. Superati, l'arresto perde efficacia.
  • Convalida e misura cautelare sono decisioni distinte: vanno presidiate entrambe.
  • Il verbale di sequestro contiene gli elementi decisivi: confezionamento, strumenti, denaro.
  • Conta il principio attivo, non il peso lordo: l'analisi va verificata.
  • La documentazione della condizione di consumatore va attivata nei primi giorni.
  • Può seguire il giudizio direttissimo: si può chiedere un termine a difesa.
  • Ciò che si dichiara nelle prime ore resta nel fascicolo per tutti i gradi.

L'arresto era davvero obbligatorio?

È la prima domanda, e la risposta non è scontata quanto la polizia giudiziaria talvolta ritiene.

📜 Arresto obbligatorio e stupefacenti

L'art. 380 del codice di procedura penale impone l'arresto in flagranza per i delitti previsti dall'art. 73 del D.P.R. 309/1990, salvo che ricorra l'ipotesi di lieve entità del comma 5.

Per il comma 5 opera quindi il regime dell'arresto facoltativo dell'art. 381, che richiede una valutazione sulla gravità del fatto e sulla pericolosità del soggetto desunta dalla personalità e dalle circostanze.

Testi consolidati su Normattiva.

La conseguenza pratica è duplice, e va colta per intero.

Tabella 1 — Due regimi, due difese
Profilo Art. 73 commi 1, 4 (arresto obbligatorio) Art. 73 comma 5 (arresto facoltativo)
Dovere della PGDeve procedereValuta, e la valutazione deve risultare
Cornice edittaleDa 6 a 20 anni (tabelle I e III) o da 2 a 6 (II e IV)Da 6 mesi a 4 anni
Misure cautelariAmpio ventaglio, custodia inclusaLimitate dalla pena edittale
Riti e istitutiPiù ristrettiSi apre la messa alla prova e altri istituti
Difesa in convalidaSui presupposti della flagranzaAnche sulla motivazione della scelta di arrestare

L'ultima riga è quella che nella pratica viene trascurata. Nell'arresto facoltativo la legge non attribuisce alla polizia giudiziaria un potere libero: la valutazione sulla gravità e sulla pericolosità deve emergere dal verbale. Un arresto eseguito senza che risulti alcuna valutazione di questo tipo è attaccabile proprio su questo, e la contestazione va svolta in udienza.

⚠️ La qualificazione si gioca in convalida, non al processo

Molte difese rinviano la questione della lieve entità al giudizio, considerandola un tema di pena. È un errore di tempistica. In udienza di convalida quella qualificazione produce effetti immediati: incide sulla legittimità dell'arresto, sulle misure cautelari applicabili in base alla cornice edittale, sulla scelta del rito. Ottenerla mesi dopo significa aver perso, nel frattempo, tutto ciò che si decideva in quelle quarantott'ore.

Quanto tempo passa prima dell'udienza?

⏰ La sequenza

  1. 1Ora 0 — arresto, perquisizione, sequestro
    Vengono redatti il verbale di arresto e quello di sequestro. La polizia giudiziaria deve avvertire della facoltà di nominare un difensore di fiducia e darne immediata notizia.
  2. 2Colloquio con il difensore
    Diritto esercitabile fin dall'inizio della privazione della libertà, differibile solo con provvedimento motivato. Prima di qualunque dichiarazione.
  3. 3Entro 24 ore
    L'arrestato è posto a disposizione del pubblico ministero con trasmissione degli atti.
  4. 4Entro 48 ore dall'arresto
    Il pubblico ministero chiede la convalida, oppure dispone l'immediata liberazione se ritiene l'arresto illegittimo.
  5. 5Entro le 48 ore successive
    Udienza di convalida davanti al giudice. Termine complessivo: 96 ore.
  6. 6Eventuale direttissima
    Il procedimento può proseguire subito davanti al giudice del dibattimento. Si può chiedere un termine a difesa.

Il controllo dei termini è meccanico e va fatto sempre: ora di esecuzione dell'arresto risultante dal verbale, ora di trasmissione al pubblico ministero, ora di deposito della richiesta, ora dell'udienza. Non è elegante, ma è ciò che con maggiore frequenza produce risultati immediati.

Cosa si decide in udienza di convalida?

Due cose, e confonderle è l'errore che rende inefficace metà delle difese in questa fase.

Tabella 2 — Le due decisioni della stessa udienza
Profilo Convalida dell'arresto Misura cautelare
OggettoLegittimità dell'operato della polizia giudiziariaNecessità di limitare la libertà da qui in avanti
PresuppostiFlagranza e titolo che consenta l'arrestoGravi indizi (art. 273) ed esigenze cautelari (art. 274)
Argomento tipico nello spaccioQualificazione nel comma 5 e assenza di motivazione sull'arresto facoltativoDomicilio, lavoro, famiglia, percorso terapeutico
Esito controintuitivo ANon convalidatoMisura comunque applicata su titolo autonomo
Esito controintuitivo BConvalidatoNessuna misura: immediata liberazione

Chi si concentra soltanto sull'illegittimità dell'arresto può ottenere la non convalida e vedere l'assistito restare in carcere, perché non ha speso una parola sulle esigenze cautelari né prodotto un documento sul domicilio. Chi si concentra solo sulla misura rinuncia a un accertamento che incide anche sui profili di responsabilità e su un'eventuale riparazione.

Il verbale di sequestro: cosa guardare

È il documento da cui si ricava tutto, e va letto prima dell'udienza, non in aula.

Tabella 3 — Gli elementi che orientano la qualificazione
Elemento Verso la cessione Verso la lieve entità o l'uso personale
ConfezionamentoDosi separate e omogeneeInvolucro unico, frazionamento irregolare o assente
StrumentiBilancino di precisione, materiale per il confezionamento, sostanze da taglioSolo strumenti di assunzione
DenaroBanconote di piccolo taglio non giustificateAssenza o compatibilità con redditi documentati
Quantità e principio attivoElevati rispetto a un consumo individualeModesti, compatibili con il consumo dichiarato
OrganizzazioneRuoli, luoghi dedicati, contatti ricorrentiOccasionalità della condotta
Condizione personaleNessun elemento di consumoDocumentazione della condizione di consumatore

Va aggiunto un dato tecnico che decide molti procedimenti: conta il principio attivo, non il peso lordo. Una quantità apparentemente rilevante di sostanza fortemente diluita può contenere meno sostanza drogante di un quantitativo minore ma puro. In udienza di convalida l'analisi completa spesso non c'è ancora: è una ragione in più per non accettare come definitiva la qualificazione fondata sul peso.

Cosa può fare la famiglia nelle prime ore?

Molto, e in poche ore. È la parte più concreta e quella su cui chi chiama lo studio nella notte può incidere davvero.

📌 Il fascicolo da preparare per l'udienza

  • Domicilio: contratto di locazione o atto di proprietà, con dichiarazione firmata di consenso di chi vi abita. Preferibilmente in luogo diverso da quello del fatto.
  • Lavoro: contratto, ultime buste paga, dichiarazione del datore con gli orari — utile per l'eventuale autorizzazione a uscire per lavorare.
  • Famiglia: stato di famiglia e certificati di nascita dei figli, rilevanti per le tutele previste in presenza di minori.
  • Salute: documentazione specialistica, se esistono patologie.
  • Percorso terapeutico: presa in carico presso il servizio pubblico per le dipendenze o una struttura accreditata, quando ricorra una condizione di consumo.

Sull'ultimo punto serve una precisazione onesta. Una certificazione ottenuta il giorno prima dell'udienza vale meno di un percorso preesistente al fatto, e il giudice se ne accorge. Ma vale comunque più di niente, e soprattutto è l'inizio di qualcosa che nei mesi successivi peserà sulla qualificazione e sull'esecuzione della pena. Va attivata subito, con la consapevolezza che il suo valore cresce nel tempo.

Ciò che la famiglia non deve fare è altrettanto importante: non contattare coindagati, non cercare chi ha venduto o comprato, non intervenire su testimoni. Sono condotte che alimentano l'esigenza cautelare di inquinamento probatorio e possono integrare reati autonomi.

Perquisizione, telefono e persone presenti

Nell'arresto per spaccio la privazione della libertà è quasi sempre accompagnata da una perquisizione, e da quella perquisizione nascono gli elementi che decidono la qualificazione. È un profilo che nell'arresto in flagranza generico non si pone con la stessa intensità, e che va presidiato con attenzione propria.

Tabella 8 — I controlli sulla perquisizione e sul sequestro
Profilo Che cosa verificare
Titolo dell'interventoSe la perquisizione sia stata eseguita d'iniziativa nei casi consentiti, e se sia intervenuta la convalida del pubblico ministero nei termini
EstensioneSe sia rimasta nei limiti indicati o si sia estesa a luoghi e persone ulteriori
Presenza dell'interessatoSe fosse presente e se sia stato avvertito della facoltà di farsi assistere da persona di fiducia
Attribuzione della sostanzaDove esattamente sia stata rinvenuta, e se il luogo fosse nella disponibilità esclusiva dell'arrestato
Presenza di terziChi altro fosse nel luogo o nel veicolo, e con quali possibilità di accesso alla sostanza
RepertazioneCome i reperti siano stati separati, numerati e conservati: incide sul campionamento dell'analisi

Le righe sull'attribuzione e sulla presenza di terzi sono quelle che producono più risultati e che nella fretta della convalida vengono quasi sempre trascurate. Una sostanza rinvenuta in un'area comune, in un veicolo occupato da più persone, in un vano accessibile a chiunque frequentasse quell'abitazione, non è automaticamente riferibile a chi è stato arrestato. La disponibilità esclusiva del luogo è un elemento che l'accusa deve dimostrare, non presumere dalla presenza fisica.

⚠️ Il telefono è il vero fascicolo

In questa materia il dispositivo mobile pesa più della sostanza sequestrata. Da messaggi, chiamate ricorrenti e contatti si ricavano gli elementi che spostano la qualificazione dall'uso personale alla cessione, e talvolta dalla cessione all'associazione. Vanno quindi valutati con il difensore, e non decisi d'istinto, tre punti: se consegnare il dispositivo sbloccato, quale sia il perimetro dell'acquisizione rispetto al fatto contestato, e con quali modalità i dati vengano estratti. È inoltre da evitare in modo assoluto la cancellazione di messaggi dopo l'arresto: non garantisce nulla, lascia traccia dell'operazione stessa e alimenta l'esigenza cautelare di inquinamento probatorio.

Un'ultima osservazione riguarda le dichiarazioni delle persone presenti. Chi si trovava sul posto viene spesso sentito nell'immediatezza, in condizioni di concitazione e senza assistenza, e ciò che dichiara entra nel fascicolo. Quelle dichiarazioni vanno lette per intero e non per estratto, verificando se descrivano una condotta o soltanto una presenza, e se siano state raccolte con le formalità corrispondenti alla posizione processuale di ciascuno. È materiale che in convalida raramente viene esaminato, e che in seguito pesa.

Dopo la convalida: direttissima e riti

Il procedimento può proseguire immediatamente con il rito direttissimo, e in quel momento si compie una scelta che condiziona l'esito.

Tabella 4 — Le opzioni e quando hanno senso
Opzione Quando ha senso Effetto
Termine a difesaAnalisi sul principio attivo non ancora disponibile, documentazione da acquisireRinvio, difesa effettiva sulla qualificazione
Giudizio abbreviatoQuadro debole, o questione di puro diritto sulla qualificazioneDecisione allo stato degli atti con riduzione
Applicazione della penaResponsabilità difficilmente contestabile e pena contenibileDefinizione concordata
Messa alla provaQualificazione nel comma 5, profilo personale adeguatoEstinzione del reato in caso di esito positivo
DibattimentoProva orale decisiva, testimoni da esaminareNessuna riduzione, piena istruttoria

La riga sul termine a difesa merita attenzione in questa materia più che in altre. In direttissima capita che la relazione di analisi sul principio attivo non sia ancora disponibile: definire la posizione senza quel dato significa accettare una qualificazione fondata sul peso lordo. Chiedere il termine non è una manovra dilatoria, è ciò che rende possibile discutere della cosa giusta.

La riga sulla messa alla prova è la conseguenza più concreta della qualificazione nel comma 5: con quella cornice edittale si apre un istituto che, in caso di esito positivo, estingue il reato. È un altro motivo per cui la questione va posta subito.

Miti e fatti

Tabella 5 — Le convinzioni più diffuse, verificate
Si sente dire Come stanno le cose
«Per droga l'arresto è sempre obbligatorio»Non per l'ipotesi di lieve entità del comma 5, dove è solo facoltativo
«La lieve entità si discute al processo»Va posta in convalida: incide su arresto, misure e rito
«Se non convalidano esco»Il PM può ottenere una misura su titolo autonomo
«Conta quanto pesava»Conta il principio attivo, cioè la sostanza drogante effettiva
«Collaborare subito aiuta»Parlare senza conoscere il fascicolo produce contraddizioni per tutti i gradi
«Indicare il fornitore fa uscire prima»Va valutato con il difensore: può aprire contestazioni associative
«Il certificato del Ser.D. si porta poi»Serve in udienza, e il suo valore cresce quanto più il percorso è risalente
«Chiedere il termine a difesa fa cattiva impressione»È una facoltà di legge, spesso necessaria in attesa dell'analisi

💬 Prima domanda reale ricevuta in studio

«Hanno arrestato mio figlio stanotte, aveva poca roba addosso. Domattina c'è l'udienza. Cosa porto?»

Risposta. Le dico esattamente cosa, perché domattina non ci sarà tempo per cercarlo. Domicilio: contratto di affitto o rogito, e una dichiarazione firmata da chi abita lì che acconsente ad accoglierlo — meglio se è un indirizzo diverso da dove è stato fermato. Lavoro: contratto e ultime buste paga, e se possibile due righe firmate dal datore con gli orari, perché servono se si chiede l'autorizzazione a uscire per lavorare. Famiglia: stato di famiglia, e i certificati di nascita se ci sono figli piccoli. Salute: qualunque documentazione specialistica. E poi la cosa che quasi nessuno pensa di fare in tempo: se suo figlio ha un problema di consumo, chiami stamattina il servizio per le dipendenze e chieda una presa in carico o almeno un appuntamento documentato. Le dico con onestà che un certificato di oggi vale meno di un percorso che risale a mesi fa, e il giudice lo vede. Ma vale più di niente, e soprattutto è l'inizio di qualcosa che nei prossimi mesi peserà sulla qualificazione e sull'esecuzione. Un'ultima cosa, importante: non chiami nessuno che abbia a che fare con questa storia. Né chi gli ha venduto, né chi comprava. È il modo più rapido per far comparire l'esigenza di inquinamento probatorio.

📁 Caso pratico 1 — arresto facoltativo non motivato

Scenario. Arresto per fatto riconducibile alla lieve entità, con verbale privo di qualunque valutazione sulla gravità del fatto e sulla pericolosità del soggetto.

Strategia. Contestazione in udienza dell'esclusione dell'arresto obbligatorio per il comma 5 e dell'assenza dei presupposti dell'arresto facoltativo, con richiesta di qualificazione fondata sugli elementi del verbale di sequestro.

Esito. Arresto non convalidato.

📁 Caso pratico 2 — convalida senza custodia

Scenario. Arresto legittimo sotto il profilo della flagranza, con richiesta di custodia cautelare fondata sul pericolo di reiterazione.

Strategia. Nessuna contestazione sulla legittimità; deposito in udienza del fascicolo su domicilio idoneo, rapporto di lavoro continuativo e presa in carico presso il servizio per le dipendenze, con richiesta di misura meno afflittiva.

Esito. Arresto convalidato e applicazione di misura non custodiale.

📁 Caso pratico 3 — termine a difesa e riqualificazione

Scenario. Giudizio direttissimo con qualificazione ai sensi del comma 1 fondata sul peso lordo, in assenza della relazione sul principio attivo.

Strategia. Richiesta di termine a difesa in attesa dell'accertamento tecnico; consulenza di parte sul principio attivo effettivo; successiva richiesta di rito alternativo con questione sulla qualificazione.

Esito. Riqualificazione nel comma 5, con accesso a istituti prima preclusi.

📁 Caso pratico 4 — esito sfavorevole

Scenario. Dichiarazioni rese nelle ore successive all'arresto, senza aver conferito con il difensore, sulla provenienza della sostanza e sui rapporti con il fornitore.

Strategia. Intento collaborativo, nella convinzione che agevolasse la scarcerazione.

Esito. Le indicazioni sui rapporti continuativi con il fornitore hanno alimentato una successiva contestazione associativa. La lezione: le dichiarazioni delle prime ore restano nel fascicolo per tutti i gradi, e in questa materia possono aprire imputazioni più gravi di quella iniziale.

🚫 Errori che peggiorano la posizione

  • Rendere dichiarazioni prima di aver conferito con il difensore: resta tutto agli atti.
  • Indicare fornitori o acquirenti senza aver valutato le conseguenze, comprese quelle associative.
  • Presentarsi in convalida senza documenti su domicilio, lavoro e famiglia.
  • Consegnare il telefono sbloccato senza aver valutato il perimetro dell'acquisizione.
  • Far contattare dai familiari coindagati o persone coinvolte.
  • Accettare una definizione immediata prima che sia disponibile l'analisi sul principio attivo.

⚠️ Errori tipici anche di colleghi non specializzati

  • Non eccepire l'esclusione dell'arresto obbligatorio per l'ipotesi del comma 5.
  • Non contestare l'assenza di motivazione nell'arresto facoltativo.
  • Rinviare al giudizio la questione della lieve entità, che in convalida produce effetti immediati.
  • Non verificare gli orari sul verbale rispetto ai termini di 24, 48 e 48 ore.
  • Accettare la qualificazione fondata sul peso lordo in assenza della determinazione del principio attivo.
  • Presidiare un solo fronte in udienza, trascurando la documentazione sull'alternativa alla custodia.

💬 Seconda domanda reale ricevuta in studio

«Gli hanno detto che se fa i nomi lo lasciano andare. È vero? Conviene?»

Risposta. È una domanda che merita una risposta seria, perché la scelta va fatta con cognizione e non sotto pressione alle tre di notte. Prima cosa: nessuno può garantirle un esito in cambio di dichiarazioni. Esistono attenuanti per chi si adopera concretamente per evitare conseguenze ulteriori o aiuta l'autorità, e in astratto incidono. Ma la valutazione va fatta sul caso concreto e conoscendo il fascicolo, non sulla base di una promessa verbale. Seconda cosa, e più importante: in questa materia le dichiarazioni sui rapporti con altre persone hanno un effetto che quasi nessuno considera. Descrivere una serie di forniture ripetute dalla stessa fonte, con contatti continuativi, può fornire il materiale per una contestazione associativa ai sensi dell'art. 74 — che ha pene incomparabilmente più severe di quelle dell'art. 73 e cambia competenza e regime cautelare. Ho visto posizioni iniziate come un arresto per lieve entità trasformarsi in procedimenti associativi proprio a partire da dichiarazioni rese con intento collaborativo. Terzo: c'è un profilo di sicurezza personale che va considerato. Quindi la risposta è: nessuna decisione stanotte. Prima leggiamo il verbale, poi ne parliamo.

Glossario

Tabella 6 — I termini che ricorrono negli atti
Arresto obbligatorioIpotesi dell'art. 380 c.p.p.: escluso per la lieve entità del comma 5
Arresto facoltativoArt. 381 c.p.p.: richiede valutazione su gravità e pericolosità, che deve risultare
Lieve entitàArt. 73 comma 5 D.P.R. 309/1990: reato autonomo, da 6 mesi a 4 anni
Principio attivoSostanza drogante effettivamente contenuta: è il dato rilevante, non il peso lordo
ConvalidaGiudizio sulla legittimità dell'arresto, distinto dalla misura cautelare
Esigenze cautelariArt. 274 c.p.p.: inquinamento probatorio, fuga, reiterazione
Giudizio direttissimoRito rapido attivabile dopo l'arresto, con facoltà di chiedere un termine a difesa
Messa alla provaIstituto che, con esito positivo, estingue il reato: accessibile con la cornice del comma 5
Art. 74Associazione finalizzata al traffico: pene e regime radicalmente diversi
Presa in caricoAvvio documentato di un percorso presso il servizio per le dipendenze

Come lavora lo Studio su questi casi

  1. Colloquio con l'arrestato prima di qualunque dichiarazione, ai sensi dell'art. 104 c.p.p.
  2. Lettura del verbale di arresto e di sequestro: orari, confezionamento, strumenti, denaro, motivazione dell'arresto.
  3. Verifica dei termini di 24, 48 e 48 ore sui documenti.
  4. Impostazione della qualificazione nel comma 5 già in convalida, con le conseguenze su arresto, misure e riti.
  5. Fascicolo documentale sull'alternativa alla custodia, preparato nelle stesse ore.
  6. Attivazione immediata del percorso terapeutico quando ricorra una condizione di consumo.
  7. Termine a difesa in direttissima quando manca l'analisi sul principio attivo, e valutazione del rito con l'assistito.

🔍 Quando non siamo lo studio giusto

Preferiamo dirlo prima:

  • Chi chiede di far arrivare messaggi a coindagati o a persone coinvolte, dentro o fuori dal carcere: non lo facciamo, e il rifiuto non è negoziabile.
  • Chi vuole una garanzia sull'esito della convalida prima che il verbale sia stato letto.
  • Chi chiede di costruire una versione sull'uso personale in un contesto che la contraddice in modo evidente: in udienza non regge e peggiora la posizione.
  • Chi cerca esclusivamente la definizione più rapida senza voler tentare la riqualificazione: è una scelta legittima, ma non è il modo in cui lavoriamo.

Assistenza in convalida: +39 335 669 3954 oppure WhatsApp. Studio Legale Romano, Via Avicenna 97, 00146 Roma (RM). Le altre guide in materia di stupefacenti sono su avvocati-penalisti.it.

Costi della difesa

💰 Come si determina il compenso

Tabella 7 — Attività e riferimento tariffario
Attività Riferimento Nota
Assistenza all'arresto e udienza di convalidaD.M. 55/2014 e succ. mod. — fase cautelareReperibilità h24
Giudizio direttissimo e riti alternativiD.M. 55/2014 — giudizioComprende l'eventuale termine a difesa
Consulenza tecnica sull'analisiCompenso del consulente, distinto dall'onorarioSul principio attivo e sul campionamento
Riesame della misura cautelareD.M. 55/2014 — procedimenti di riesameDieci giorni dall'esecuzione
Esecuzione e misure per tossicodipendentiD.M. 55/2014 — sorveglianzaRichiede programma concordato con il servizio

Preventivo scritto obbligatorio ex art. 13 comma 5 L. 247/2012. Chi rientra nei limiti di reddito può chiedere il patrocinio a spese dello Stato (D.P.R. 115/2002).

Domande frequenti

Per spaccio l'arresto è sempre obbligatorio?

No, ed è la prima cosa da verificare. L'art. 380 del codice di procedura penale impone l'arresto in flagranza per i delitti dell'art. 73 del D.P.R. 309/1990, ma esclude espressamente l'ipotesi di lieve entità del comma 5. Per quella opera il regime dell'arresto facoltativo dell'art. 381, che richiede una valutazione sulla gravità del fatto e sulla pericolosità del soggetto, desunta dalla personalità e dalle circostanze. La legge non attribuisce quindi un potere libero: quella valutazione deve emergere dal verbale. Un arresto eseguito per un fatto riconducibile alla lieve entità, senza che risulti alcuna motivazione di questo tipo, è attaccabile proprio su questo punto, e la contestazione va svolta in udienza di convalida.

Quando si tiene l'udienza di convalida?

Entro termini stretti e perentori. La polizia giudiziaria deve porre l'arrestato a disposizione del pubblico ministero entro ventiquattro ore, trasmettendo il verbale. Il pubblico ministero deve chiedere la convalida entro quarantotto ore dall'arresto, e può in alternativa disporre l'immediata liberazione se ritiene l'arresto illegittimo. Il giudice deve fissare l'udienza e decidere entro le quarantotto ore successive. Il termine complessivo è quindi di novantasei ore. Il superamento di uno di questi termini comporta che l'arresto perde efficacia: è un controllo meccanico, che si conduce confrontando gli orari indicati sul verbale con quelli degli atti successivi, e che con una certa frequenza produce risultati immediati.

Cosa si decide in udienza di convalida?

Due cose distinte, e confonderle rende inefficace metà delle difese. La convalida guarda al passato e verifica se la polizia giudiziaria abbia legittimamente arrestato: se ricorressero la flagranza e un titolo di reato che consentisse l'arresto. La misura cautelare guarda al presente e verifica se sussistano gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari. Da qui due esiti controintuitivi: si può ottenere la non convalida e restare in custodia, perché il pubblico ministero chiede la misura su titolo autonomo, e si può essere convalidati e uscire liberi perché mancano le esigenze cautelari. La difesa deve quindi presidiare entrambi i fronti nella stessa udienza.

Che documenti servono per l'udienza?

Quelli che riguardano l'alternativa alla custodia, ed è la parte più concreta che la famiglia può fare in poche ore. Servono: sul domicilio, contratto di locazione o atto di proprietà con dichiarazione firmata di consenso di chi vi abita, preferibilmente in luogo diverso da quello del fatto; sul lavoro, contratto, buste paga e dichiarazione del datore con gli orari, utile per l'eventuale autorizzazione a uscire; sulla famiglia, stato di famiglia e certificati di nascita dei figli, rilevanti per le tutele previste in presenza di minori; sulla salute, documentazione specialistica. E, quando ricorra una condizione di consumo, la presa in carico presso il servizio per le dipendenze, da attivare immediatamente.

Conviene parlare subito con gli inquirenti?

Nelle prime ore la cautela è quasi sempre la posizione corretta, per una ragione tecnica e non di atteggiamento. L'arrestato non conosce il contenuto del fascicolo, non sa quali dichiarazioni siano state raccolte né quali riscontri esistano, e non è nelle condizioni migliori per una ricostruzione precisa. Ogni imprecisione su un orario, una quantità o un importo diventa una contraddizione utilizzabile per l'intero processo. In questa materia si aggiunge un rischio specifico: descrivere rapporti continuativi con una fonte di approvvigionamento può fornire materiale per una contestazione associativa, con pene e regime radicalmente diversi. Il silenzio, per contro, non può essere valutato come elemento a carico. La versione si costruisce dopo aver conferito con il difensore ed esaminato gli atti.

Se faccio i nomi esco prima?

Nessuno può garantire un esito in cambio di dichiarazioni, e le promesse verbali rese nell'immediatezza non vincolano nessuno. Esistono attenuanti per chi si adopera concretamente per evitare conseguenze ulteriori o aiuta l'autorità, e in astratto incidono sul trattamento sanzionatorio: ma la valutazione va fatta sul caso concreto, conoscendo il fascicolo, e non sotto pressione nelle ore successive all'arresto. Va inoltre considerato un effetto che quasi nessuno prevede: descrivere una serie di forniture ripetute dalla stessa fonte, con contatti continuativi, può fornire il materiale per una contestazione ai sensi dell'art. 74, l'associazione finalizzata al traffico, che ha pene incomparabilmente più severe e cambia competenza e regime cautelare. Vi si aggiungono profili di sicurezza personale da valutare. La decisione non va presa la notte dell'arresto.

Perché la lieve entità va discussa subito?

Perché in udienza di convalida produce effetti immediati, mentre molti la rinviano al giudizio considerandola un tema di sola pena. Il comma 5 dell'art. 73 è un reato autonomo punito da sei mesi a quattro anni, e da quella cornice discendono tre conseguenze che si giocano proprio in quelle quarantott'ore: l'arresto obbligatorio è escluso, quindi la legittimità stessa dell'arresto è in discussione; le misure cautelari applicabili sono limitate dalla pena edittale; si apre l'accesso a istituti come la messa alla prova, che in caso di esito positivo estingue il reato. Ottenere la riqualificazione mesi dopo significa aver perso, nel frattempo, tutto ciò che si decideva in convalida.

Conta la quantità o il principio attivo?

Il principio attivo, cioè la quantità di sostanza drogante effettivamente contenuta nel reperto. La sostanza sequestrata è quasi sempre una miscela di sostanza drogante e sostanze da taglio, in proporzioni molto variabili: ne consegue che un quantitativo apparentemente consistente ma fortemente diluito può contenerne meno di uno minore ma puro. Il dato incide sulla qualificazione fra le fattispecie dell'art. 73 e quindi su tutto il resto. Il problema pratico è che in udienza di convalida la relazione di analisi spesso non è ancora disponibile, e la qualificazione viene impostata sul peso lordo. È una ragione in più per non accettarla come definitiva e, in direttissima, per chiedere un termine a difesa in attesa dell'accertamento.

Che cos'è il giudizio direttissimo e conviene?

È il rito rapido con cui il pubblico ministero può presentare l'arrestato direttamente davanti al giudice del dibattimento, saltando le fasi intermedie. La rapidità è un vantaggio quando la posizione è definibile favorevolmente, ma comporta un rischio: si va a giudizio con una difesa che ha avuto poche ore, e spesso senza la relazione di analisi. Per questo il codice prevede la facoltà di chiedere un termine a difesa, che in questa materia non è una manovra dilatoria ma ciò che rende possibile discutere della qualificazione sul dato corretto. Restano poi accessibili il giudizio abbreviato, l'applicazione della pena su richiesta e, con la cornice del comma 5, la messa alla prova. La scelta va compiuta sul fascicolo e con l'assistito, non nel corridoio.

Essere tossicodipendente aiuta?

Incide su più piani, ma non automaticamente: ciò che il sistema valuta è un percorso documentato, non una dichiarazione. La condizione di consumatore rileva nella qualificazione, perché rende plausibile la destinazione a uso personale di quantitativi altrimenti sospetti; in fase cautelare, perché la compatibilità della custodia con un programma terapeutico in corso è oggetto di valutazione e sostiene la richiesta di misure alternative; in esecuzione, perché il testo unico prevede misure specifiche fondate su un programma concordato con il servizio. La presa in carico va quindi attivata nei primi giorni. Va detto con onestà che una certificazione ottenuta alla vigilia dell'udienza vale meno di un percorso preesistente al fatto, ma vale più di niente e il suo peso cresce nel tempo.

Se non convalidano l'arresto si esce subito?

Non necessariamente, ed è la sorpresa più amara dell'udienza. La non convalida accerta che la polizia giudiziaria non avrebbe dovuto arrestare, ma non impedisce al pubblico ministero di chiedere una misura cautelare su titolo autonomo: il giudice valuta allora, con riferimento alla situazione attuale, se sussistano gravi indizi ed esigenze cautelari, e se li ritiene sussistenti applica la misura pur avendo negato la convalida. È esattamente il motivo per cui la difesa deve portare in udienza la documentazione sull'alternativa alla custodia anche quando l'illegittimità dell'arresto appare evidente. Quando la misura viene applicata restano comunque il riesame entro dieci giorni dall'esecuzione e l'istanza di sostituzione ex art. 299 c.p.p., che non ha termini.

Cosa non deve fare la famiglia?

Tre cose, e sono quelle che nell'immediatezza sembrano più naturali. Primo: non contattare coindagati, fornitori, acquirenti o chiunque sia coinvolto nella vicenda, nemmeno per capire cosa sia successo. È il modo più rapido per far comparire negli atti l'esigenza cautelare di inquinamento probatorio, e può integrare reati autonomi. Secondo: non rimuovere né sistemare nulla nell'abitazione o nei luoghi riferibili all'arrestato; se interviene una perquisizione, ciò che è stato spostato emerge e produce un effetto peggiore di quello che si voleva evitare. Terzo: non riferire all'arrestato, durante i colloqui, informazioni sul procedimento apprese da terzi. Ciò che invece va fatto è raccogliere i documenti per l'udienza e nominare subito un difensore di fiducia.