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Arresto in Croazia: difesa per italiani

Dopo un arresto in Croazia il momento decisivo arriva prima dell'imputazione: la definizione si negozia con il pubblico ministero già durante le indagini, quando il fascicolo non è ancora completo.

⏱ 20 minuti di lettura · aggiornato al

▶ Risposta diretta

In Croazia si può definire il procedimento accordandosi con il pubblico ministero prima ancora che l'imputazione sia formulata. È una finestra che si apre in fase di indagine e che l'italiano non si aspetta, perché da noi la negoziazione arriva molto più tardi.

Ne discende un rischio preciso: si viene sollecitati a decidere quando non si conosce ancora il fascicolo. Chi accetta per uscire prima rinuncia a verifiche che avrebbe potuto fare, e la scelta non si riapre.

Il secondo elemento riguarda i mezzi. Auto, moto e imbarcazioni utilizzate per il trasporto vengono sequestrate, e la loro restituzione segue un percorso proprio, distinto dal merito. Chi attende la fine del procedimento li ritrova dopo anni, deteriorati.

La Croazia è nell'Unione europea e in area Schengen: valgono le garanzie su interprete e difensore, opera il mandato d'arresto europeo, e rientrare in Italia non chiude nulla.

Avv. Massimo RomanoAvvocato penalista cassazionista

Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553 · Albo Speciale per il patrocinio davanti alla Corte di cassazione (CNF) dal 23 ottobre 2015 · tessera AA039620 · difesa di italiani all'estero

· verifica sull'Albo Nazionale

⚡ In sintesi

  • La negoziazione con il pubblico ministero si apre già in fase di indagine.
  • Si è sollecitati a decidere prima di conoscere il fascicolo: è il rischio principale.
  • La scelta non si riapre: accettare al buio è irreversibile.
  • Veicoli e imbarcazioni sequestrati seguono un percorso proprio di restituzione.
  • Croazia in UE e in Schengen: garanzie europee e mandato d'arresto europeo.
  • Interprete e traduzione degli atti essenziali sono diritti, non concessioni.
  • Il fermo iniziale ha termini brevi, poi decide un giudice.
  • Contesto costiero e di transito: molti fermi avvengono in frontiera o in porto.
  • L'avviso consolare va richiesto: non è automatico.

Arresto in Svizzera: difesa per italiani

Dopo un arresto in Svizzera l'errore piu' costoso e' non opporsi al decreto d'accusa: decorso il termine quel provvedimento diventa una condanna definitiva.

⏱ 18 minuti di lettura · aggiornato al

▶ Risposta diretta

La Svizzera non è nell'Unione europea, e questo cambia tutto. Non si applica il mandato di arresto europeo ma l'estradizione vera, con il Ministro della Giustizia e tempi che si misurano in mesi. E per tornare a scontare la pena in Italia serve la Convenzione di Strasburgo, dove il consenso è sempre necessario.

Chi viene fermato è trattenuto dalla polizia per un massimo di ventiquattro ore, entro le quali va consegnato al pubblico ministero, che a sua volta ha ventiquattro ore per chiedere la carcerazione preventiva al Tribunale dei provvedimenti coercitivi: quest'ultimo decide entro quarantotto ore dalla richiesta. È la sequenza degli artt. 219, 224 e 226 del Codice di diritto processuale penale svizzero.

Esiste poi un istituto che produce danni identici a quelli del Strafbefehl tedesco: il decreto d'accusa dell'art. 352 CPP. È una condanna emessa senza dibattimento, notificata per posta, contro la quale si può fare opposizione entro dieci giorni. Scaduto quel termine diventa definitiva.

Un vantaggio pratico che quasi nessuno sfrutta: nel Canton Ticino l'italiano è lingua ufficiale del procedimento. Atti, verbali e udienze sono in italiano, e il diritto a comprendere non dipende da un interprete. Nei cantoni germanofoni e francofoni, invece, valgono le regole ordinarie sulla traduzione.

Avv. Massimo RomanoAvvocato penalista cassazionista

Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553 · Albo Speciale per il patrocinio davanti alla Corte di cassazione (CNF) dal 23 ottobre 2015 · tessera AA039620

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⚡ In sintesi

  • Niente MAE. La Svizzera è extra-UE: si applica l'estradizione ex artt. 697-722 c.p.p. e il trattato bilaterale.
  • Decreto d'accusa (art. 352 CPP): condanna per posta, 10 giorni per l'opposizione.
  • 24 ore di fermo di polizia, poi il pubblico ministero; 48 ore per la decisione del Tribunale dei provvedimenti coercitivi.
  • Canton Ticino: l'italiano è lingua ufficiale del procedimento. Vantaggio reale e sottoutilizzato.
  • Droga: si applica la LStup, non il codice penale; l'art. 19 cpv. 2 definisce il caso grave.
  • Trasferimento pena: Convenzione di Strasburgo 1983, non la 2008/909. Consenso sempre necessario.
  • La Svizzera è in Schengen: le segnalazioni SIS restano attive e vanno rimosse a parte.
  • Procedura abbreviata (art. 358 CPP) accessibile entro determinati limiti di pena.

Arresto in Turchia: difesa per italiani

Dopo un arresto in Turchia si puo' ottenere la liberta' e restare comunque bloccati nel Paese: il divieto di espatrio e' la misura piu' frequente per gli stranieri.

⏱ 21 minuti di lettura · aggiornato al

▶ Risposta diretta

In Turchia si può essere scarcerati e non poter uscire dal Paese. Accanto alla detenzione preventiva esiste un sistema di misure alternative, e fra queste il divieto di espatrio: la persona torna libera ma il suo passaporto resta bloccato finché il procedimento non si chiude. Per un italiano significa restare fermo in un Paese dove non vive, senza poter lavorare, con spese che si accumulano, per un tempo che si misura in mesi e talvolta in anni. È la conseguenza più frequente e la meno prevista.

La seconda cosa da sapere è che la Turchia non è nell'Unione europea: il mandato d'arresto europeo non si applica. La consegna avviene per via di estradizione, sulla base delle convenzioni internazionali, con una procedura più lunga e con una fase che coinvolge anche l'autorità di governo.

La terza riguarda i tempi: dopo il fermo di polizia interviene un giudice che decide fra detenzione preventiva e misure di controllo. La detenzione può protrarsi a lungo, e i termini massimi variano sensibilmente a seconda della gravità del reato contestato.

Infine, due categorie di reato che colgono impreparati i visitatori italiani: quelle in materia di beni culturali e archeologici, dove anche un oggetto acquistato in buona fede può generare un procedimento serio, e quelle connesse a contenuti pubblicati online.

Avv. Massimo RomanoAvvocato penalista cassazionista

Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553 · Albo Speciale per il patrocinio davanti alla Corte di cassazione (CNF) dal 23 ottobre 2015 · tessera AA039620 · difesa di italiani all'estero

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⚡ In sintesi

  • Divieto di espatrio: si può essere liberi e non poter lasciare la Turchia per mesi.
  • La Turchia non è nell'UE: niente MAE, si procede per estradizione.
  • Dopo il fermo interviene un giudice che decide fra detenzione e misure di controllo.
  • Diritto all'interprete e al difensore, con nomina tramite l'ordine forense locale.
  • La Turchia aderisce alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
  • Reati sui beni archeologici: trattati con estrema severità, anche per acquisti in buona fede.
  • Attenzione ai contenuti pubblicati online: la disciplina è più ampia di quella italiana.
  • Esiste la possibilità di chiedere il trasferimento della pena in Italia.
  • L'avviso consolare va richiesto espressamente.

Arresto in Belgio: difesa per italiani

Dopo un arresto in Belgio la detenzione viene riesaminata periodicamente d'ufficio: la difesa non attende un'istanza ma costruisce una proposta a ogni verifica.

⏱ 20 minuti di lettura · aggiornato al

▶ Risposta diretta

In Belgio la custodia non si decide una volta sola: si rivede a cadenza regolare. Dopo il provvedimento del giudice istruttore, la permanenza in detenzione viene riesaminata da un organo collegiale entro pochi giorni e poi periodicamente, con intervalli ravvicinati. È un ritmo che l'ordinamento italiano non conosce e che cambia la strategia: ogni verifica è un'occasione, e chi vi arriva ogni volta con la stessa richiesta generica spreca un'opportunità che si ripresenta.

La seconda cosa da sapere sorprende chiunque non conosca il Paese: la lingua del procedimento dipende dal luogo dell'arresto. Il Belgio ha tre lingue ufficiali e il procedimento si svolge in quella del territorio — francese, neerlandese o tedesco. Fermato ad Anversa il fascicolo sarà in neerlandese, a Liegi in francese. Ne discendono conseguenze concrete su atti, traduzioni, difensore e interprete.

La terza riguarda l'assetto delle indagini: qui esiste un giudice istruttore che conduce l'inchiesta e dispone la detenzione. Non è un pubblico ministero: è un magistrato che raccoglie elementi sia a carico sia a discarico, e a cui la difesa può chiedere atti.

Il Belgio è nell'Unione europea: si applicano il mandato d'arresto europeo e le garanzie su interprete, informazione e accesso al difensore.

Avv. Massimo RomanoAvvocato penalista cassazionista

Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553 · Albo Speciale per il patrocinio davanti alla Corte di cassazione (CNF) dal 23 ottobre 2015 · tessera AA039620 · difesa di italiani all'estero

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⚡ In sintesi

  • La custodia si rivede periodicamente: ogni verifica è un'occasione difensiva.
  • Alla prima verifica si arriva entro pochi giorni dal provvedimento.
  • La lingua del procedimento dipende dal territorio: francese, neerlandese o tedesco.
  • Il giudice istruttore raccoglie elementi a carico e a discarico: gli si possono chiedere atti.
  • La difesa può chiedere atti d'indagine anziché limitarsi a subire l'inchiesta.
  • Presentarsi alle verifiche con una proposta concreta, non con una richiesta generica.
  • UE: si applicano MAE e garanzie su interprete, informazione e difensore.
  • Per gli stranieri il fronte del soggiorno corre con termini autonomi.
  • L'avviso consolare va richiesto: non è automatico.

Arresto in Austria: difesa per italiani

Dopo un arresto in Austria la domanda decisiva non e' quanto si rischia ma se il caso rientri nella Diversion, che definisce senza condanna ne' iscrizione nel casellario.

⏱ 20 minuti di lettura · aggiornato al

▶ Risposta diretta

In Austria un procedimento penale può chiudersi senza condanna. L'ordinamento prevede un istituto — la Diversion — che consente al pubblico ministero o al giudice di definire il procedimento senza pronuncia di colpevolezza e senza iscrizione nel casellario, a fronte del pagamento di una somma, di prestazioni di pubblica utilità, di un periodo di prova o di una conciliazione con la persona offesa.

Non si applica a tutto: presuppone reati di gravità contenuta, assenza di colpa grave, nessuna conseguenza irreversibile per le persone e una assunzione di responsabilità da parte dell'interessato. Ma copre una parte consistente delle vicende in cui gli italiani si trovano coinvolti — un incidente, una lite, un fatto in materia di stupefacenti di modesta entità.

In materia di droga esiste un secondo strumento con la stessa logica: la terapia al posto della pena, che consente di sospendere il procedimento a fronte dell'adesione a un percorso sanitario, con esito estintivo se il percorso viene seguito.

Ne discende che, in Austria, la domanda difensiva iniziale non è «quanto rischio» ma «questo caso rientra nel perimetro della definizione senza condanna?». Se la risposta è sì, tutta la strategia cambia — e ciò che si dice nelle prime ore può aprire o chiudere quella porta.

Avv. Massimo RomanoAvvocato penalista cassazionista

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⚡ In sintesi

  • Diversion: definizione senza condanna e senza iscrizione nel casellario.
  • Quattro forme: somma di denaro, prestazioni di pubblica utilità, periodo di prova, conciliazione.
  • Presupposti: gravità contenuta, assenza di colpa grave, assunzione di responsabilità.
  • In materia di droga: terapia al posto della pena, con esito estintivo.
  • La domanda iniziale non è «quanto rischio» ma «rientro nel perimetro?».
  • La conciliazione con la persona offesa è spesso la chiave: va avviata presto.
  • La custodia preventiva è soggetta a verifiche periodiche ravvicinate.
  • L'Austria è nell'UE: MAE e garanzie procedurali europee.
  • Ciò che si dice nelle prime ore può aprire o chiudere l'accesso alla definizione.

Arresto a Malta: difesa per italiani

Dopo un arresto a Malta il procedimento passa da una fase preliminare in contraddittorio, dove i testimoni dell'accusa vengono escussi e la difesa puo' controesaminarli.

⏱ 20 minuti di lettura · aggiornato al

▶ Risposta diretta

A Malta i testimoni dell'accusa vengono sentiti prima del processo, e la difesa può controesaminarli. Per i reati più seri il procedimento passa attraverso una fase preliminare davanti alla Court of Magistrates — la raccolta delle prove — in cui l'accusa espone il proprio materiale in contraddittorio. È un'opportunità difensiva che il nostro ordinamento conosce solo in via eccezionale, e che qui è la strada ordinaria.

Ne discende una conseguenza strategica precisa: la difesa non attende il processo, lo anticipa. Le contraddizioni nelle testimonianze, le lacune negli accertamenti, i punti deboli della ricostruzione emergono in quella fase — e possono condurre a un rinvio a giudizio ridimensionato o a non arrivarci affatto.

Il secondo elemento è un vantaggio reale: l'inglese è lingua ufficiale e lingua dei tribunali. Per un italiano significa poter comprendere gli atti e comunicare con il difensore senza la barriera che si incontra altrove.

Il terzo è la trappola: la libertà provvisoria viene spesso concessa con l'obbligo di rimanere a Malta. Si è liberi, ma su un'isola dove non si vive, con un procedimento che può durare a lungo.

Avv. Massimo RomanoAvvocato penalista cassazionista

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⚡ In sintesi

  • Raccolta delle prove in contraddittorio prima del processo: i testimoni si controesaminano.
  • La difesa anticipa il processo anziché attenderlo: è la specificità del sistema.
  • L'inglese è lingua ufficiale e dei tribunali: vantaggio concreto per un italiano.
  • La libertà provvisoria arriva spesso con l'obbligo di restare a Malta.
  • Si accede su deposito e garanzia personale, con condizioni stringenti.
  • Malta è nell'UE: MAE e garanzie procedurali europee.
  • Giurisdizione piccola: i tempi possono essere lunghi, e questo pesa sull'obbligo di permanenza.
  • Attenzione ai reati contestati all'aeroporto, in partenza.
  • L'avviso consolare va richiesto: non è automatico.
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