Reato di Molestie, avvocato penalista diritto penale detenuti

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Il  reato  di  molestie  cos’è

Il  reato  di  molestie  è  un  reato  penale  ed  è  incluso  nel  codice  penale  con  l’articolo  660.  Questo  tipo  di  crimine  è  punito  dalla  legge  con  la  reclusione  fino  a  sei  mesi  e  con  l’ammenda  di  516  euro  e  ne  è  soggetto  qualsiasi  persona  che  porta  disturbo  o  molestia  con  l’aiuto  di  diversi  mezzi  o  in  diversi  posti  pubblici  o  aperti  al  pubblico.

Questo  genere  di  reato  però  esclude  qualsiasi  danno  fisico  o  dolore  del  corpo,  ma  punta  piuttosto  a  creare  una  sensazione  di  disagio  o  fastidio  profondo  nella  persona  che  la  subisce.  Tali  individui  hanno  come  scopo  di  creare  nelle  altre  persone  un  turbamento  nel  benessere  fisico  e  anche  quello  mentale  attraverso  atti  o  parole  inappropriate.  



Dal  punto  di  vista  penale  in  cosa  consiste  il  reato  di  molestie.

Il  reato  di  molestia  consiste  in  qualsiasi  tipo  di  atteggiamento  che  ha  come  unico  scopo  la  molestia   e  il  disturbo  di  persone  terze.  Quindi  il  soggetto  ha  un  comportamento  arrogante  e  di  invadenza  verso  gli  altri  e  dalla  legge  può  essere  punita  anche  con  la  carcerazione  che  arriva  anche  fino  ai  sei  mesi. 

Questo  tipo  di  reato  ha  visto  uno  sviluppo  progressivo  negli    ultimi  tempi  e  di  conseguenza  è  stato  portato  all’attenzione  della  giustizia   per  poter  contrastare  il  fenomeno.  Per potersi  considerare  penalmente  punibile  dalla  legge  il  comportamento  del  soggetto  deve  essere  di  un  invadenza  e  di  un  insistenza  eccessiva  e  di  conseguenza  l’arroganza  e  l’insistenza  delle  persone  che  molestano  le  loro   vittime  deve  essere  oggettivamente  molto  alta.  

Su  quali  prove  si  può  basare  il  reato  di  molestia

Abbiamo  detto  che  le  molestie  non  sono  basate  su  danni  fisici  della  vittima,  ma  soprattutto  sui  determinati  comportamenti   fastidiosi  in  modo  eccessivo  che  portano  più  che  altro  a   dei  disagi  spirituali.   Quindi  un  giudice  deve  basare  la  sua  decisione se  condannare  una  persona  o  meno,  sulla  denuncia  e  sulla  testimoniaza  della  vittima  perchè  non  esistono  prove  tangibili.  

Alla  luce  di  questi  fatti  essendo  la  persona  che  effettua  la  denuncia  l’unica  prova  del   reato,  se  cosi  si  può  dire,   il  giudice  che  è  incaricato  del  caso  deve  avere  un  particolare  occhio  critico.  Questo  in  particolar  modo  nel  caso  quando  la  persona  offesa  si  è  costituita  parte  civile  nel  processo  penale  ed  ha  un  interesse  molto  forte,  anche  economico,  sull’esito  del  processo.  

Per  valutare  la  veridicità,  la  coerenza  ed  il  filo  logico  dei  fatti   la  testimoniaza  della  persona  che  denuncia  il  reato  deve  per  forza  essere  presa  in  considerazione  molto  attentamente  dal  giudice.   Per  rafforzare  ulteriormente  la  veridicità  delle  azioni  denunciate  devono  essere  prese  in  considerazione  anche  le  testimonianze  di  altre  persone  che  sono  state  vicino  alla  vittima  e  quindi  possono  confermare  il  reato  delle  molestie. 

Questo  avviene  perche  risulta  naturale  pensare  che  dopo  essere  stato  soggetto  di  molestie,  la  persona  si  confidi  e  ne  parli  con  almeno  un  altra  persona che  può  essere  un  amico  ad  esempio.  Se  poi  questi  testimoni  hanno  anche  sentito  telefonate  o letto  dei  messaggi  molesti  e  possono  raccontarlo,  questo  rende  ancora  di  più  credibile  la  denuncia  della  vittima  e rende  più  solida  la  sua  posizione.

In  caso  di  reato  di  molestie  come  ci  si  può  difendere

Il  reato  di  molestie  è  un  fenomeno  molto  diffuso  nella  nostra  società    e  lo  possiamo  trovare  fra  persone  di  tutte  le  età,  a  partire  dai  più  giovani  e  poi  continuare  con  gli  adulti.  Anche  gli   ambiti  dove  si  verifica  questo  tipo  di  comportamento  è  molto  vasto.   Infatti  lo  si  può  constatare  negli  ambieti  scolastici,  in  quelli  lavorativi  e  addirittura  nel  proprio  condominio.  Quindi  essendo  tutti  potenziali  vittime  di  un  comportamento  del  genere,  ci  si  chiede  se  ci  sono  delle  misure  preventive  che  possiamo  prendere  oppure  dei  comportamenti  che  possiamo  adottare  per  poterci  difendere  da  una  situazione  del  genere. 

Una  cosa  che  si  può  fare  per  tentare  di  risolvere  il problema  in  modo  civile  e  senza  troppi  grattacapi  è  quello  di  tentare  di  parlare  alla  persona  che  ci  disturba  e  tentare  di  spiegare  la  situazione  nella  speranza  che  si  mostri  ragionevole  e  metta  fine  ai  tutti  quei  comportamenti  che  risultano  molesti.  Se  questo  tentivo  di  far  ragionare  l’individuo  che  ci  molesta  non  dovesse  funzionare,  a  questo  punto  possiamo  intraprendere  la  via  legale. 

È  una  via  più  complicata,   ma  è  l’unica  via  percorribile  se  ci  è  impossibile  avere  un  dialogo  con  l’altra  persona.  Quindi  si  va  avanti  con  una  presentazione  di  una  richiesta  di  ammonimento  al  Questore.  Quest’ultimo  una  volta  che  ha  preso  atto  della  richiesta,  se  la   ritiene  ben  fondata,  emette  un  decreto  di  ammonimento  orale  contro  il  presunto  molestatore  per  potergli  evitare   un  processo  penale. 

Allo  stesso  tempo  la  persona  che  fa  la  denuncia  evita  lunghi  calvari  nelle  aule  della  giustizia.  Se  nemmeno  questo   dovesse  servire  a  far  desistere  il  molestatore,  un  altro  passo  per  tutelarsi  è  quella  della  querela,  a patto  che  venga  presentata  entro  sei  mesi  dai  fatti  avvenuti.   Una  volta  accertati  tutti  i  fatti  incriminanti,  poi  il  giudice  emette un’ordinanza  restrittiva  nei  confronti  dell’imputato.

 

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