Bancarotta Fraudolenta, avvocato penalista penale fallimentare

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Cos’è  la  bancarotta   fraudolenta

La  bancarotta  fraudolenta  è  un  reato  che  viene  previsto  nell’ordinamento  giuridico  italiano   ed  è  quel  tipo  di  reato   che  è   collegato   al  fallimento  fraudolento,  ovvero  frode  diretta  ad  aggravare  l’insolvenza   e  a  violare  le  legittime  aspettative  dei  creditori.   La  bancarotta  fraudolenta  è  un  tipico  reato  fallimentare

La  persona  che  commette  un  reato  simile  sostanzialmente  dissimula  le  proprie  reali  disponibilità  economiche  che  sono  peggiori  di  quello  che  fa  credere.  Il  reato  di  bancarotta  fraudolenta  è  incluso  nell’articolo  216    e  viene  basato  sul   concetto  del  fallimento.  Non  è  facile  comunque  determinare  in  modo  preciso  questo  tipo  di  reato  perche  la  legge  fallimentare   ne  considera  diverse  figure  le  quali  si  distinguono  per  le  loro  condotte  di  natura  diversa  e  di  diversi  stati  psicologici  che  sono  necessari  per  dire  che  tale  reato  è  configurato. 

Però  in linea  di  massima  si  può  dire  che  compie  un  reato  di  bancarotta  fraudolenta  ogni  imprenditore  o  società  che  hanno  dichiarato  il  loro  fallimento  con  sentenza  dell’autorità  giudiziaria  e  che  compiono  delle  azioni  tali  da  impedire  ai  loro  creditori  di  rifarsi  delle  perdite  sul  patrimonio  personale  o  sociale.



Quali  sono  le  pene  per  il  reato  di  bancarotta  fraudolenta?

Il  crimine  per  bancarotta  fraudolenta  è  punibile  dalla  legge  e  in  questi  casi  si  procede  d’ufficio.   Di   questo  tipo  di  reato  si  occupa  il  tribunale   in  composizione  collegiale.   Durante  lo  svolgimento  del  processo  la  legge  prevede  che  la  persona  accusata  sia  messa  sotto  misure  cautelari  personali.   La  bancarotta  fraudolenta  viene  prevista dall’articolo  216  e  ne  è   soggetto  qualsiasi  imprenditore  che  in  modo  volontario  prima  o  durante  il  fallimento  ha  nascosto,  distrutto  o  dissipato  completamente  o  anche  in  parte  tutti  i  suoi  beni  sapendo  bene  in  questo  modo  danneggia  ancora  di  più  i  suoi  creditori. 

Il  soggetto  viene  considerato  colpevole  di  bancarotta  fraudolenta  anche  quando  prima  del  fallimento  ha  sotratto,  falsicato  oppure  distrutto  documenti  vari , libri  e  altre  carte  di  contabilità  in  modo  tale   da  nascondere  e  rendere  impossibile  la  verifica  del  proprio  patrimonio  e  dei  suoi  muovimenti  d’affari.  Agendo  cosi  l’imprenditore  è  pienamente  consapevole  di  trarre  un  ingiusto  profitto  per  sè  e  di  recare  danno  ai  suoi  creditori.  Questo  soggetto  è  colpevole  anche  se  prima  o  durante  il  fallimento  fa  dei  pagamenti   ad  alcuni  creditori  danneggiando  gli  altri. 

Le  prime  due  circostanze  sono  considerate  dalla  legge  le  più  gravi  e  di  conseguenza  la  pena  prevista  è  quella  di  un minimo  di  tre  anni fino  ad  un  massimo  di  dieci  anni.  Mentre  la  terza  circostanza  è  considerata  un  pò  più  lieve  e  la  pena  va  da  uno  ai  cinque  anni  massimo.

Esiste  il  concorso  nel  reato  di  bancarotta  fraudolenta?

Anche  se  come  per  molti  altri  crimini  la  bancarotta  fraudolenta  viene  considerato  un  crimine  proprio  dove  l’imprenditore  che  si  rende  colpevole  di  tale  delitto  ha  delle  specifiche  caratteristiche,  ciò  non  vuol  dire  che  un  altra  persona  non  possa  partecipare  alla  realizzazione  del  fatto.   Infatti ,  secondo  la  legge,   il  soggetto  del  crimine  è  l’imprenditore  o  la  società  la  quale  ha  dichiarato  il  suo  fallimento  alle  autorità  giudiziarie. 

Mentre  invece  la  persona  che  ha  concorso  alla  bancarotta  è  quel  soggetto  che  è  estraneo  al  fallimento,  però  si  rende  colpevole  nel  momento  che  le  sue  azioni   in  collaborazione  con  la  persona  che  ha  fallito   sono   state  efficaci  per la  realizzazione  dell’evento  illegale.  Questo  soggetto  che  concorre  nel  reato  è  pienamente  consapevole  delle  sue  azioni  ed  è  determinato  ad  aiutare  l’imprenditore  fallito  anche  a  danno  dei  suoi  creditori.   Una  volta  che  è  stato  verificato  il  dolo  di  questo  soggetto,  anche  lui  è  perseguibile  dalla  legge  e  punito  con  la  reclusione.

Il  reato   di  bancarotta  quante  forme  ha?

Fino  ad  ora  abbiamo  parlato  di  bancarotta  fraudolenta  che  è   la  forma  più  grave  dei  reati  fallimentari.  Però  non  esiste  solo  la  banca  fraudolenta  che  si  configura  in  quei  casi  quando  l’imprenditore  tenta  di  distruggere,  nascondere  o  modificare  tutti  quei  fatti   che  potrebbero  far  si   che  i  suoi  creditori  chiedano  risarcimento  a   danno  del  proprio  patrimonio  personale.  La  caratteristica  principale  di  questi  casi  è  l’intezione  in  piena  coscienza  del  soggetto  a  trarre  un  ingiusto  profitto  anche se  questo  vuol  dire  danneggiare  ancora  più  ulteriormente  i  propri  creditori. 

Apparte  questo  esiste  anche  la  bancarotta  semplice.  Nel  caso  di  bancarotta  semplice  l’imprenditore  che  ha  fallito  si  è  comportato  in  un  determinato  modo  però  senza  avere  la  volontà  e  l’intenzione  esplicita  di  danneggiare  i  suoi  creditori  per  potersi  arrichire  a  danno  degli  altri.   Le  sue  azioni  sono  nel  peggiore  dei  casi  imprudenti  e  non  ben  calcolati. 

Tali   comportamenti possono  essere  delle  spese  personali  al  di  sopra  delle  possibilità  e  delle  generali  condizioni  economiche .  Oppure  il  soggetto  ha  compromesso  il  suo  patrimonio  con  operazioni  imprudenti  e  a  questo  ne  è  derivato  il  fallimento.  Oppure  ancora  nel  caso  che  durante  vari  tentativi  di  evitare  il  fallimento  compie  delle  azioni  imprudenti  e  che  finiscono  male  e  cosi  via.   Per  queste  ipotesi  dato  che  non  esiste  la  dolosità  da  parte  dell’imprenditore  fallito  anche  la  condanna  è  più  lieve  e va  dai  sei    mesi  fino  ai  due  anni.

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